Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, operazione Silva: cocaina nascosta nel bosco, i carabinieri sgominano una banda - Video

Quattro arresti e due misure cautelari ancora da eseguire perché i diretti interessati si sono resi irreperibili. E’ il bilancio di un’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Terni denominata “Silva” che ha sgominato una banda che vendeva droga sulla piazza ternana, in particolare cocaina e hashish.

Il nome dell’operazione deriva dal particolare nascondiglio in cui lo stupefacente veniva “appoggiato”, in attesa di essere recuperato e poi smerciato alla rete di spacciatori, per l’appunto una zona boschiva (“silva” identifica il bosco in latino) lungo la superstrada Terni-Rieti, nella zona di Reopasto, nel territorio comunale ternano, visto che la droga arrivava dall’Abruzzo. L’indagine, nata nel mese di maggio 2020, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Terni, nella persona del sostituto procuratore Marco Stramaglia, presente alla conferenza stampa tenuta la mattina di venerdì 5 marzo 2021 al comando provinciale dell’Arma, con il colonnello Marco De Martino, comandante del reparto operativo, e il maggiore Elisabetta Spoti, comandante del Nucleo investigativo.

A capo del gruppo criminale, in base alle risultanze investigative, ci sarebbe stato il 30enne marocchino E.H.J., che si faceva portare lo stupefacente dall’Abruzzo da un 60enne di Avezzano, S.L. le iniziali.  Per eludere eventuali controlli, il 30enne andava sul luogo dello scambio in compagnia della convivente D.V. o di un 50enne ternano, D.B., noto negli ambienti degli stupefacenti. E, sempre insieme alla compagna o ad uno dei suoi più fidati cavallini/collaboratori - il 28enne marocchino G.M. - si recava settimanalmente a Celano, in provincia di L’Aquila, per pagare il proprio fornitore. Nel corso delle indagini, una volta appurato il meccanismo del rifornimento, è stato arrestato in flagranza di reato il corriere S.L., fermato lungo il tragitto verso Terni e trovato in possesso di 300 grammi di cocaina. Attraverso l’istallazione di telecamere opportunamente nascoste nel bosco che veniva utilizzato come “deposito” dello stupefacente, è stato inoltre possibile monitorare e documentare con videoriprese i movimenti dell’indagato che periodicamente nascondeva lo stupefacente o lo prelevava, talvolta pesandolo e confezionandolo direttamente sul posto.