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Il lupo Wotan è tornato libero. Era stato salvato dall'avvelenamento

Il lupo, rinvenuto agonizzante per avvelenamento lungo la statale Septempedana nei pressi di Bagnara, a Nocera Umbra, è tornato libero. E’ la favola a lieto fine di Wotan, rinominato M2 dai veterinari di WildUmbria per motivi scientifici. Prima di procedere al rilascio, grazie al contributo del Parco nazionale dei monti Sibillini e della Regione, è stato dotato di un radiocollare satellitare. Con l’aiuto del gruppo comunale della Protezione civile l’animale ha potuto finalmente tornare nei suoi boschi, tra l’Umbria e le Marche. La storia è stata resa pubblica dal presidente dell’Ordine dei medici veterinari di Perugia, Sandro Bianchini, che lo ha avuto in cura nel suo ambulatorio a San Rocco di Gualdo Tadino, coadiuvato dalle dottoresse Emma Baiocco e Carla Matteraglia.  “Questo ennesimo attacco - commenta  Bianchini - alla fauna selvatica, al lupo e alla biodiversità mi impegnerà ancora una volta a sensibilizzare tutti i colleghi medici veterinari del nostro ordine a fare il proprio dovere e cioè quello di fare regolarmente denuncia di avvelenamento ogni qual volta ci sia il reale sospetto di questo, su qualsiasi specie. Inoltre cercherò insieme a tutto il mio consiglio direttivo di dare il massimo apporto alla mission di WildUmbria come già ribadito ai colleghi Marco Gobbi e Francesca Vercillo, entrambi esponenti di spicco dell’associazione”. Attraverso i dati raccolti dal radiocollare gli zoologi ed i veterinari potranno monitorare gli spostamenti dell’animale non solo per accertarne lo stato di salute ma anche per fini di ricerca scientifica. “Queste azioni - spiega in una nota  l’associazione  -  si sono rese necessarie al seguito di sempre più incresciosi tentativi di bracconaggio ai danni della fauna selvatica protetta che, da troppi nella nostra Regione, viene considerata come un nemico da combattere e non come una risorsa da tutelare ed ammirare. Dal 2017, contestualmente alla sensibilizzazione, WildUmbria si prodiga 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno nel recupero, nella riabilitazione e nel rilascio degli animali selvatici in difficoltà, avendo in gestione il Servizio di recupero della fauna selvatica e il Centro di recupero animali selvatici della Regione Umbria. Capita nella nostra regione di dover porre rimedio ad atti di bracconaggio molto più spesso di quanto non si creda; cominciando dai rapaci vittime d’arma da fuoco, che costituiscono una percentuale purtroppo abbastanza di rilievo fra gli animali ospitati al Cras, ma anche di eventi sporadici come l’avvelenamento del lupo in questione oppure la volpe recuperata e successivamente rilasciata con una zampa intrappolata in una tagliola. E’ inutile sottolineare come queste pratiche siano non solo barbare ma anche e soprattutto pericolose in quanto non permettono di agire specificatamente sulle specie per le quali vengono impiegate, mettendo a rischio non solo gli altri animali selvatici ma anche quelli domestici e, in drammatiche circostanze, l’uomo”.