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Morte di Maria Chiara, dall'autopsia prime conferme all'ipotesi della dose killer - Il video della veglia ad Amelia

Morte di Maria Chiara Previtali, si conferma l’ipotesi della dose killer. Nel pomeriggio di giovedì 15 ottobre 2020, a Spoleto, è stata eseguita l’autopsia da cui non sono emersi elementi di smentita rispetto a quanto ricostruito dagli inquirenti subito dopo i fatti e confermati dalla stessa versione del fidanzato che ha raccontato del buco di quella notte maledetta. E mentre lui si è salvato, il cuore della ragazza invece non ha retto. E’ stato lo stesso giovane a raccontare che si trattava della prima volta con l’eroina per Maria Chiara anche se, a suo dire, nei mesi precedenti lei aveva già fatto uso di altre sostanze stupefacenti. Ma in ogni caso Francesco Gnucci ha negato che quella dose fosse il suo regalo di compleanno per Maria Chiara. Sono stati eseguiti dei prelievi sul corpo senza vita della giovane che saranno inviati al laboratorio di tossicologia di Perugia dove la dottoressa Paola Melai dovrà accertare con ulteriori analisi l’eventuale presenza di altre sostanze assunte dalla ragazza. Il dottor Massimo Lancia, il medico legale incaricato dalla Procura, avrà 60 giorni di tempo per rendere noti i risultati definitivi.

Intanto la sera di mercoledì 14 ottobre 2020 si è tenuta nella chiesa di San Francesco, ad Amelia una veglia, organizzata dagli amici e dal parroco, padre Mauro, presente anche il sindaco di Amelia, Laura Pernazza. Gli amici hanno preparato un video in ricordo di Maria Chiara. "Voleva fare il medico – dice l'amico storico, Simone – perché era altruista e sempre pronta ad aiutare gli altri”. Alcuni operatori della Comunità Incontro hanno voluto ricordare con forza l'opera di Don Pierino di lotta alla droga iniziata 41 anni fa e ricordare la frase scritta da Mogol che si trova nell'auditorium della struttura: “La droga è una strega che ti ruberà il corpo e l'anima”.