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Terni, trans e donne fatte arrivare dalla Colombia per prostituirsi: sgominata la banda - Il video

Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Sono i reati contestati a quattro persone che sono state arrestate nell'operazione denominata “Doña Claudia”, scattata all’alba di giovedì 15 ottobre 2020 a Terni, La polizia di Stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica, ha posto fine a un’organizzazione criminale che reclutava donne e trans direttamente in Colombia, per sfruttarne poi la prostituzione in città, pianificando nei minimi dettagli viaggi, alloggi e pubblicizzazione dell’attività di meretricio su siti online. Al vertice una donna, Doña Claudia, così chiamata in segno di rispetto e di obbedienza, cittadina colombiana di 41 anni, coadiuvata dal marito, un ternano trentanovenne, che aveva il compito di raccogliere il denaro e di accertare che le ragazze e i trans si dedicassero fino in fondo al loro “lavoro”. Gli altri due appartenenti al gruppo, un trans 25enne ed una colombiana 42enne, si occupavano invece della gestione “logistica” dei trans e delle ragazze che si prostituivano. L’attività veniva svolta sia in strada, principalmente in via Lungonera Savoia (molteplici le segnalazioni di residenti), che in sei appartamenti presi in affitto, anche in zona viale Brin. I clienti, sempre molto numerosi, erano sia locali, che provenienti dalle province limitrofe, dando luogo ad un notevole giro di affari (in leggera flessione solo nel periodo del lockdown). L’organizzazione provvedeva ad anticipare tutte le spese dei trans e delle ragazze reclutate in Colombia, somme significative (da 7.000 euro in su) che quest’ultimi avrebbero dovuto restituire con i proventi delle loro prestazioni sessuali, anche sotto la minaccia di ritorsioni nei confronti della famiglia d’origine. 
L’indagine della Squadra Mobile ha preso le mosse dalla denuncia di un giovane colombiano che, reclutato nel suo Paese, si era poi rifiutato di prostituirsi, subendo per ritorsione una aggressione ed abusi sessuali da parte del 25enne transessuale arrestato giovedì 15 ottobre 2020. I sei appartamenti erano nella disponibilità di due italiani, perfettamente a conoscenza dell’attività di meretricio che si sarebbe svolta al loro interno, e che per questo motivo sono stati denunciati in stato di libertà per favoreggiamento della prostituzione. A seguito delle perquisizioni degli appartamenti, sono stati rinvenuti e sequestrati oltre 200 profilattici e un libro mastro con conteggi e pagamenti e un glossario spagnolo – italiano per facilitare la conversazione con i clienti.