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In Perù la protesta sulle barche del "popolo dell'acqua"

Puno (Perù), 25 gen. (askanews) - Il "popolo dell'acqua" si è unito alle proteste che stanno scuotendo il Perù. Viene chiamata così la popolazione autoctona degli Uru, che vive su isole artificiali di canne e giunchi nel lago Titicaca, vicino al confine con la Bolivia. "Non siamo in guerra, siamo uniti" si legge su uno dei cartelli mentre manifestano a bordo delle loro barche.

"Non vogliamo essere esclusi da questa lotta. Ecco perché ci siamo riuniti e abbiamo lasciato le nostre isole per marciare e prendere parte a questa battaglia", dice Rita Suana, artigiana.

I manifestanti in tutto il paese chiedono le dimissioni di Dina Boluarte, la vice-presidente che ha sostituito l'ex presidente di sinistra Pedro Castillo, condannato per tentato golpe dopo aver annunciato a dicembre di voler sciogliere il Congresso, di destra, che a sua volta lo stava per accusare di corruzione.

Ma con l'anno nuovo le proteste si stanno sempre più trasformando in una battaglia di giustizia sociale, per i diritti degli ultimi, con le comunità rurali in piazza che si contrappongono alla borghesia cittadina.

"Vogliamo una nuova costituzione - dice Kevin Huatta - che rappresenti il vero popolo di Taquile, i nativi peruviani, la regione di Puno, e i nostri fratelli e sorelle in tutto il Perù che vivono lontano dalla capitale".