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Covid, nuove proteste per le chiusure: croci in piazza a Napoli

Napoli, 7 apr. (askanews) - Croci in piazza del Plebiscito, a Napoli; sono quelle portate sulle spalle dagli imprenditori di Confesercenti, scesi nuovamente in strada, legittimamente, per protestare contro le chiusure e le restrizioni imposte dalle normative anti-contagio che, spiegano, hanno generato una situazione economicamente non più sostenibile.

In piazza mercatali, commercianti ma anche ristoratori, parrucchieri, estetisti e, soprattutto, operatori del turismo, uno dei settori più colpiti dalla pandemia; tutti chiedono di poter riaprire e tornare a lavorare.

Fortunatamente non si sono viste le scene di martedì 6 aprile a Roma. Le proteste andate in scena a Napoli sono state - per quanto possibile - per lo più ordinate e rispettose dei protocolli di sicurezza, senza scadere nella violenza, come aveva chiesto anche il responsabile campano di Confesercenti, Vincenzo Schiavo.

"La situazione attuale in Campania è tragica - ha spiegato - ci sono oltre 20mila imprese che hanno già chiuso e oltre 50mila imprenditori che potrebbero chiudere dall'oggi al domani. Non ce la fanno più, hanno bisogno di credito reale, questo è quello che stiamo chiedendo al governo".

"Trecentonovantacinque giorni di chiusura delle imprese dal primo lockdown - ha concluso Schiavo - gli imprenditori portano croci troppo pesanti per le loro spalle, il governo ha raccontato che avrebbe dato una mano e così non è stato. Gli imprenditori continuano a pagare le tasse ma questo non è possibile e chiedono con una petizione di firme un decreto legge solo per le imprese che dia supporto ai soli imprenditori e ci sollevi dal peso di queste croci che portiamo sulle nostre spalle che non sono più sopportabili per gli imprenditori perché non ce la fanno più".