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Djokovic distrugge la racchetta in finale, poi le lacrime per la sconfitta: vince Medvedev, niente Grande Slam

A Novak Djokovic restano solo le lacrime, la racchetta distrutta in uno scatto d'ira i complimenti di Daniil Medvedeve il supporto di cui gode solitamente chi ha perso l’aura di invincibile. Nell’ultimo atto degli Us Open il campione serbo si scopre terribilmente umano: il sogno Grande Slam sfuma proprio sul più bello, in una finale dominata dal giocatore russo, più forte del pronostico e del tifo del pubblico, tutto a favore di Nole. Dopo aver messo in bacheca Australian Open, Roland Garros e Wimbledon, il numero uno al mondo fallisce l’appuntamento con la storia cadendo fragorosamente a New York in tre set (6-4, 6-4, 6-4) in una partita senza storia.

 

 

 

Djokovic non riesce così ad emulare Don Budge e Rod Laver, gli unici tennisti capaci di portare a casa nello stesso anno tutti e quattro i tornei dello Slam (l’australiano ci è riuscito due volte). L’incubo di Novak si materializza in poco più di due ore di gioco. Perché le gambe del serbo non girano come al solito, mentre dall’altra parte della rete Medvedev è semplicemente perfetto, in battuta e in risposta.