Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Perugia retrocesso, la contestazione fuori dallo stadio e i manichini macabri I Video

Se dentro il campo il Perugia ha lottato, ma è retrocesso dopo i calci di rigore (4-5 il risultato a favore del Pescara), fuori dallo stadio la rabbia dei tifosi è esplosa in una contestazione. Circa 700 tifosi si sono assiepati a Pian di Massiano e dopo la sconfitta hanno urlato cori e insulti. I più bersagliati sono stati il presidente Massimiliano Santopadre e l'attaccante Pietro Iemmello che ha sbagliato uno dei due penalty che hanno condannato il Grifo alla Serie C. Un paio di bottiglie di vetro sono state lanciate contro la recinzione del parcheggio dello spogliatoio, alcuni potenti petardi sono stati fatti esplodere nelle vicinanze. Una situazione tenuta sotto controllo dalle forze dell'ordine, polizia e carabinieri, in tenuta antisommossa. In totale erano quasi cento gli agenti dislocati lungo il perimetro dello stadio con annessi mezzi blindati e anche cani. Alle ore 2,25 i tesserati del Perugia, preceduti dal bus del Pescara, hanno lasciato lo stadio con le loro auto. Il bus biancorosso "ha coperto" l'uscita dei mezzi privati di calciatori e dirigenti - tra cui Santopadre e Goretti - che si sono messi alle spalle Pian di Massiano tra i fischi e a tutta velocità. In periferia, in via Trancanelli nella zona tra Casenuove e San Sisto, la "contestazione" è degenerata nel macabro con quattro fantocci appesi a un cavalcavia, tre avevano la maglietta del Perugia con i numeri 9, 23 e 27, e lo striscione anonimo "Vi vogliamo così". Una serata da dimenticare sotto tutti i punti di vista: l'ultima volta che il Perugia era retrocesso sul campo dalla B alla C era la stagione 1986/1987.