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Calenda rompe con il Pd, Letta: "Così aiuta la destra". Il video

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Una manciata di ore. Tanto è durato il campo largo e plurale che Enrico Letta pensava di aver definito ieri con le intese siglate al Nazareno prima con Sinistra Italia e Verdi, e poi con Impegno civico. A far saltare il banco progressista rimettendo tutto in discussione è Carlo Calenda che rompe il patto sottoscritto appena martedì scorso tra Azione e Pd, puntando a raccogliere le firme necessarie per una corsa in solitaria alle elezioni del 25 settembre. Una strada tutta in salita, caldeggiata dagli ex forzisti (in primis le ministre Mara Carfagna e Mariastella Gelmini), che tuttavia non è escluso riservi sorprese all’ultima curva. Di certo, la porta sbattuta in faccia ai dem fa rumore e lascia il segno. "Non intendo andare avanti su questa alleanza", le parole con cui il leader di Azione comunica a Dario Franceschini la rottura del patto elettorale. Il motivo? Il perimetro di una coalizione diventato troppo ampio, e spostato a quella parte di sinistra che continua a "bombardare" l’agenda Draghi. "Letta sapeva perfettamente cosa sarebbe accaduto, lo avevo avvertito. Questa coalizione è fatta per perdere. C’era l’opportunità di farne una per vincere. E per fare quella coalizione noi avremmo rinunciato a tutto, compresi molti dei seggi che il Pd ci voleva dare" racconta Calenda a Mezz'ora in più su Rai3. Il riferimento è all’accordo che Calenda ha proposto al segretario dem prima delle intese con Bonelli, Fratoianni e Di Maio: "Due giorni fa sono andato da Enrico e gli ho detto ’io rinuncio ai collegi, tengo il 10%, e tu il 90%’ per fare insieme un’alleanza netta". Senza nessun altro. Niente da fare. E così il fondatore di Azione opta per lo strappo, costringendo Letta a dichiarare a caldo via Twitter "che l’unico alleato possibile per Calenda è Calenda. Noi andiamo avanti nell’interesse dell’Italia". In serata poi, al Tg1, il commento è ancora più forte: "Ha deciso di non onorare la parola data, ha deciso di aiutare la destra". Ad accogliere a braccia aperte Calenda ci sarebbe adesso Renzi che, incassato l’accordo con la Lista Civica Nazionale di Federico Pizzarotti, sogna il terzo polo. A ipotizzare un’alleanza Renzi- Calenda c’è Giorgia Meloni, spettatrice del "nuovo colpo di scena nella telenovela del centrosinistra. Calenda ci ha ripensato e non si sposa più con Letta, forse scappa con Renzi. Letta mollato sull’altare pensa ora al suo vecchio amore, mai dimenticato, Conte. Il gran finale di stagione tra 7 giorni, quando scadrà il termine per la presentazione delle alleanze" dice la leader di FdI