L'Umbria che Eccelle

Sartoria Eugubina, gli abiti di classe di un'impresa modello

06.10.2018 - 16:08

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Quando ci sono notevoli competenze professionali, un minimo di risorse economiche da investire e un business plan valido, il tutto cucito da una seria voglia di mettersi in gioco con un filo di lungimirante strategia imprenditoriale, allora si può davvero dare un taglio a crisi e disoccupazione. “Sartoria Eugubina”, realtà sartoriale specializzata nella produzione di capispalla e abiti su misura nonché terzista per altisonanti marchi di moda a livello nazionale ed internazionale, ne è un esempio. L’azienda di Gubbio infatti, nata nel 2015 per ridare lavoro ad un gruppo di sarte che l’avevano perso anni prima, è certamente sui generis sia per i servizi che propone che per la sua compagine sociale.

“Realizziamo capispalla, ovvero tutto ciò che riguarda la parte superiore del vestire – spiega il direttore Rudy Severini – facciamo il capo intelato sartoriale e la trentennale esperienza delle nostre sarte ci permette di garantire al cliente abiti su misura di altissima qualità, con rifiniture fatte esclusivamente a mano ed etichette applicate col punto croce. Inoltre siamo terzisti – afferma – con la Brunello Cucinelli, principale cliente, realizziamo sofisticate tipologie di prodotto artigianale. E’ un made in Italy – sottolinea il direttore – ma il resto delle case madri è prevalentemente straniera: l’inglese Burberry, ad esempio, e le francesi come la Christian Dior”. L’azienda eugubina nasce per fare la façon, cioè la lavorazione di indumenti in serie sulla base di un determinato campione, ma il suo core business è incentrato sulla sartorialità maschile, che si sta estendendo anche al mondo del fashion femminile. “La peculiarità – afferma Rudy Severini – è che ci occupiamo del ciclo completo del capo: dalla progettazione al collaudo dell’indumento finito. Nel reparto modelleria – spiega – riceviamo input file da ogni parte del mondo che, in tempo reale, siamo in grado di elaborare, modificare, inserire e mandare al taglio automatico. Abbracciamo la tecnologia ma restiamo un’azienda basata sulla tradizione di un’antica arte che rischia di scomparire in una città, Gubbio, che già nel Trecento ospitava l’università dei sarti".

"Poi – continua – c’è lo stenditore automatico, mentre la linea di produzione è divisa in due zone: quella di preparazione delle piccole parti e quella dell’assemblaggio. Infine – dice – c’è l’area dello stiro intermedio e finale, fino al controllo minuzioso del capo finito”. I particolari cuciti a mano con ago, filo e passione dalle abili professioniste rendono particolarmente pregiati questi indumenti ed accrescono l’appetibilità dell’azienda eugubina sul mercato dell’alta moda, che sta puntando sul lavoro artigianale. Interessante l’aspetto didattico formativo.

“Organizziamo visite scolastiche nel nostro laboratorio – afferma Severini - per far capire ai giovani e alle loro famiglie che la fabbrica di oggi è un posto luminoso, dove si può imparare un mestiere nobile. Inoltre, cosa importantissima – sottolinea – abbiamo dato vita ad un tirocinio formativo interno per creare delle vere e proprie figure professionali. In pochi mesi le ragazze, attualmente sei, imparano i segreti del mestiere e diventeranno sarte a tutti gli effetti”. Le artigiane di Sartoria Eugubina non sono semplici dipendenti perché l’azienda per la quale lavorano è anche un po' loro. “La nostra realtà aziendale – spiega Rudy Severini – mette insieme il pubblico con la presenza della Gepafin, il privato e le mie dipendenti tramite la “Sarte Holding”, di cui anche io faccio parte. Questo perché – afferma – i dipendenti vanno motivati e responsabilizzati. Abbiamo messo insieme forze e competenze. Quando un’azienda si sente propria – conclude - si fa di tutto per farla crescere. Questo per noi è un obiettivo comune”.

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