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Terni: spaccio di droga, operazione White Bridge: 13 arresti. Traffico gestito anche da donne

Sgominato un importante traffico di droga a Terni, con l'operazione White Bridge, che ha preso il nome da uno dei punti dello spaccio, ovvero il ponte di color bianco tra il fiume Nera e largo Frankl, nel centro della città. All'alba di giovedì 6 maggio 2020 sono stati 13 gli arresti compiuti dagli uomini della squadra mobile della questura di Terni, coordinati dal dirigente, Davide Caldarozzi, oltre ad altre 3 misure cautelari. I particolari dell'operazione sono stati resi in una conferenza stampa in videoconferenza giovedì 7 maggio 2020, presenti il procuratore della Repubblica, Alberto Liguori, il pm che ha seguito tutta la fase investigativa, Camilla Coraggio, e il questore di Terni, Roberto Massucci, dopo che l'indagine era invece partita dalla fine di agosto del 2019. Alle complessive sedici misure cautelari è stata data esecuzione in collaborazione con le questura di Livorno e di Lodi, con il Reparto prevenzione crimine “Umbria-Marche”, l'unità cinofila di Nettuno e la Polizia di frontiera di Fiumicino. Gli indagati sono italiani, marocchini, tunisini e c'è anche un gambiano, di età compresa tra i 19 e i 49 anni. Una delle particolarità, evidenziate dal procuratore capo, Alberto Liguori, sta nel fatto che parte attiva nell'organizzazione l'avevano anche alcune donne - madri o fidanzati di alcuni altri indagati - che non solo facevano da "custodi" degli stupefacenti ma partecipavano anche agli atti intimidatori nei confronti degli acquirenti che non pagavano la droga, in particolare la cocaina. Metodi che il procuratore non ha esitato a definire di stampo mafioso, con intimidazioni, atti vandalici e di danneggamento, fino a vere e proprie estorsioni, con l'imposizione - ad esempio - di intastare beni agli spacciatori, come automobili. Il giro di affari calcolato era di migliaia di euro al mese, con lo stupefacente che veniva spacciato sia nel centro cittadino, che nella zona di Borgo Rivo. Ad essere venduti erano hashish, marijuana, eroina, cocaina, ma anche droghe sintetiche, particolarmente nocive per la salute. Solo poche settimane fa è stato sequestrato oltre mezzo chilo di una polvere composta da anfetamina e caffeina. Gli spacciatori, tutti con precedenti penali per reati di droga, contro il patrimonio, furti e rapine ed anche per estorsione sono, per la maggior parte domiciliati a Terni, tranne due che abitano a Cecina, in provincia di Livorno, e uno che si trova a Lodi. Tre di loro sono irregolari in Italia (due marocchini e un tunisino), mentre per l'unico gambiano si sta verificando la sua situazione sul territorio nazionale. Lo spaccio è proseguito anche in questo periodo di quarantena: lo scorso marzo, uno dei marocchini irregolari era stato denunciato in stato di libertà per detenzione di cocaina ed eroina, dopo essere stato fermato dalla Volante durante i controlli Covid 19. Sempre tra gli indagati anche alcuni personaggi legati a frange degli ultras della Ternana e per questo già conosciuti dalle forze dell'ordine perché sottoposti a Daspo.