Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Vaccino italiano Takis, via alla sperimentazione. Il primo volontario è un cuoco di 21 anni: "Sono fiero"

Lui si chiama Luca Rivolta. E' un cuoco di 21 anni di Monza ed è il primo volontario che è stato sottoposto al vaccino italiano anti Covid che è stato ideato da Takis e sviluppato in collaborazione con Rottapharm Biotech. La somministrazione è avvenuta all'ospedale San Gerardo di Monza. "Sono fiero di aver preso parte a un progetto così importante e spero di aver dato una mano a tutti testando questo vaccino", ha commentato. E ancora: "Un po' di timore c'è sempre, ma ho visto come hanno lavorato i medici e come si sono posti con me: sono stati perfetti. In questo periodo tutti devono cercare di dare una mano e di limitare i danni". Si tratta di un vaccino completamente diverso rispetto agli altri perché utilizza il Dna e per la prima volta viene usata una tecnica che si chiama elettroporazione e consiste di somministrare subito dopo il vaccino, con una piccola pistola dotata di quattro elettrodi, una modesta scossa al muscolo deltoide. Azione che permette la frammentazione del Dna e che quindi penetra più velocemente nelle cellule muscolari e richiama la riproduzione degli antigeni e il richiamo degli anticorpi. E' stata la professoressa Marina Cazzaniga, direttore del Centro di Ricerca di Fase I dell'Ospedale San Gerardo di Monza, a spiegare il vaccino. E' la prima volta che il farmaco viene provato sull'uomo e lo scopo principale è quello di testare la sicurezza.