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Terremoto, un presepe per non dimenticare. Maria e Giuseppe aspettano Gesù tra le macerie. Video

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Quarto Natale amaro, fatto di disagi, sofferenze e, in tanti casi, dolore. Le popolazioni colpite dalla scia sismica che mise in ginocchio un pezzo di centro Italia nel 2016, si preparano alle festività più o meno nelle stesse condizioni dell'anno scorso. La ricostruzione che non parte, interi paesi fantasma divenuti ormai ammassi di ruderi, migliaia di persone che non vivono più sotto i tetti delle loro case, economie messe a durissima prova, centri montani alle prese con uno spopolamento che pare inarrestabile. La lista, purtroppo, potrebbe continuare a lungo. Il dramma di una riedificazione che va al rallentatore è ormai noto, le cifre sono state scritte e riscritte e sono lì a dimostrare che la macchina burocratica non funziona, che le regole sono sbagliate, che si doveva agire in un altro modo. E ora per terremotati e sfollati ai mille problemi si sta sommando la paura di essere dimenticati. Temono che il trascorrere del tempo faccia passare definitivamente in secondo piano la tragedia del centro Italia, allontanando ancora quel ritorno alla normalità che sembra solo un miraggio. Non dimenticare. E' la parola d'ordine. Ed è per questo che ad Ascoli Piceno, una delle province maggiormente colpite insieme a quelle di Rieti, Perugia e Macerata, il vescovo Giovanni D'Ercole ha deciso di far realizzare un presepe terremotato. Nella Curia Vescovile, da una piccola finestra che dal muro di cinta si apre sul giardino, è possibile ammirare questa particolare Natività. Maria e Giuseppe aspettano l'arrivo di Gesù Bambino tra macerie, pezzi di tegole, calcinacci, sassi e addirittura una campana, precipitata da chissà quale torre. Lo stesso Giuseppe è sfregiato, visto che la statuina ha un braccio spezzato. Il presepio è delimitato dai nastri biancorossi, quelli che si usano per vietare l'accesso in una determinata area. In questi primi giorni è stato già visitato da centinaia di persone, tra l'altro è allestito in una zona del centro storico interessata da un importante restauro terminato di recente e ora riaperta al passaggio pedonale. Una Natività dall'alto significato simbolico, un messaggio chiaro alle istituzioni che per il quarto Natale si confermano inefficaci. Giuseppe Silvestri Guarda anche Terremoto, due anni dopo. Il video del 2018