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La Casa Bianca contro il “turismo delle nascite”

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Trump dice basta al “birth tourism”. Da venerdì scorso, infatti, sono entrate in vigore le nuove regole volte a limitare il cosiddetto “turismo delle nascite”. La stretta riguarda i visti rilasciati a donne straniere che, sfruttando visti turistici, si recano negli Stati Uniti per fare acquisire la cittadinanza americana ai loro figli. Un primo colpo allo ius soli, introdotto nel 1868 dal Quattordicesimo emendamento della Costituzione, che Trump ha più volte annunciato di voler abolire. Le nuove norme prevedono che il Dipartimento di Stato non rilascerà più visti per visitatori temporanei (B-1 / B-2) agli stranieri che cercano di entrare negli Stati Uniti se si accerta che lo “scopo principale” del viaggio è partorire un figlio. La regola non si applica ai 39 Paesi, la maggior parte europei, che aderiscono al “Visa Waiver Program”, i cui cittadini possono recarsi negli Stati Uniti, per turismo o affari, per un periodo di 90 giorni senza un visto. In base alle nuove regole, alle donne incinte verrà negato un visto turistico a meno che non possano provare che devono andare negli Stati Uniti per motivi medici e soprattutto se hanno i soldi per pagare le cure ospedaliere. Il “turismo delle nascite” è una prassi, molto diffusa, soprattutto tra le donne cinesi e russe, che possono spendere cifre che vanno dai 50mila ai 100mila dollari e assicurarsi così la cittadinanza americana per i loro bambini. Intorno a questo business sono nate negli ultimi anni molte agenzie specializzate. Che offrono alle straniere la possibilità di entrare negli Stati Uniti con un visto turistico, e dopo avere avuto un figlio, ottenuto alloggio e cure mediche, conclusa la pratica per la cittadinanza dei pargoli, ripartire. Non ci sono dati su quante donne straniere viaggino negli Stati Uniti appositamente per partorire. Ma secondo una ricerca effettuata dalla CNN dal 2012 i casi sarebbero almeno 100mila, con un picco di 33mila nel 2018. Diversa la situazione degli “anchor baby”, definizione spregiativa che Trump e la destra americana usano per indicare i bambini nati negli USA da madri povere entrate illegalmente dal confine messicano. Anche per i “bambini ancora” e le loro madri l'obiettivo è sempre lo stesso: ottenere un passaporto USA. Ma per questi ultimi la soluzione è già stata trovata: il respingimento senza troppi complimenti. Infatti l'amministrazione Trump ha cancellato dalle liste dei migranti vulnerabili anche le donne incinte.