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Premio fair play, la storia del Collepieve

Roberto Minelli
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“Il calcio, per me e per il Collepieve, è una scuola. Al rispetto degli altri e delle regole. Ma è anche il modo per costruire un modo migliore e crescere dei ragazzi educati e puliti”. Parole e musica di Stefano Violini, mister e presidente della società che martedì 3 verrà premiata al galà di Vota il Campione 2014, fortunato referendum del Corriere dell'Umbria, con il prestigioso Premio fair play. Per cosa, però? E' sufficiente riavvolgere il nastro un paio di volte. La prima, fermandoci al mese di febbraio, quando gli Allievi regionali dei due mister Rossi e Violini, appunto, scesero in campo con il volto dipinto di nero per manifestare solidarietà a un giovane calciatore (Abrahame Abdoulaye, ndr) degli Allievi provinciali dello stesso club che il giorno prima, durante una partita di campionato, era stato fatto vittima di insulti a sfondo razziale. Ma non è tutto perché, in segno di protesta, il Collepieve aveva anche ‘congelato' il gioco per un minuto, restando fermo in mezzo al campo, per così dire in balia degli avversari che poi hanno capito il gesto e fatto melina, invece di segnare il più facile dei gol. “Un'idea mia - continua Violini - che i miei ragazzi hanno sposato in toto. Mi hanno detto ‘mister, non ci interessa il risultato a fine gara, anche se perdiamo. Vogliamo dire basta al razzismo, non se ne può davvero più'”. Ma Violini non ama la vetrina e non è mai apparso per farsi pubblicità nella vicenda. “E' così che credo si debba fare, altrimenti si tratta di speculazione. Invece, il Collepieve fa sociale davvero”. E anche risultati. “Abbiamo vinto con i Giovanissimi, abbiamo due squadre nei Regionali, l'anno scorso abbiamo festeggiato la Coppa Disciplina abbinandola al salto di categoria, per cui non potremmo essere più soddisfatti” è ancora Violini. Ma il fair play ha tante facce ed è così che riavvolgiamo il nastro al 22 dicembre scorso, partita del Collepieve contro il Fontanelle Branca. “Eravamo sull'1-1, in contropiede tre contro due. Il nostro cannoniere Mycol Cocone, invece che segnare un gol più semplice di molti altri, si accorge di un avversario a terra dall'altra parte del campo, si ferma, prende la palla con le mani in area di rigore e blocca così la propria azione d'attacco, consentendo ai sanitari di soccorrere il giocatore infortunato. “Un gesto che stavolta sottoscrivo io in pieno - chiosa Violini -, di Maicol e dei nostri altri ragazzi sono davvero orgoglioso. Come di ricevere questo Premio fair play. Ma da noi rispetto e sportività sono all'ordine del giorno”.