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Sir, non solo Leon: ecco il Piano B e due baby promesse

Sirci

Luca Mercadini
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I primi complimenti arrivano dal CONI. Dall'Umbria il presidente Ignozza elogia Sirci e la Sir: "Nostro orgoglio". Subito dopo, immancabili, quelli di Peppino Lomurno, presidente della Fipav regionale, presente al PalaFlorio: "Umbria docet". Ma Sirci non è tipo che si ferma qua. Vive di successi che alimentano la sua passione, ma da imprenditore illuminato sa che bisogna andare oltre. Che fermarsi sarebbe l'errore più grande. E allora nella due giorni barese è stato il solito fiume in piena. Scatenato sugli spalti, determinato e deciso in una serie di trattative semi nascoste. Il presidente guarda avanti, mira in prospettiva, naviga a lungo termine. Vuole una Sir sempre più forte e va a caccia di giovani talenti. I rumors baresi portano in duplice direzione. In Europa Sirci avrebbe scovato un baby polacco di 2 metri e 13 di grande prospettiva. Stessa cosa con un altro giovane, questa volta cubano. Sirci e il suo staff lavorano in questa direzione e provano i due colpetti. Golden boy da trasformare in campioni di domani se le cose vanno, altrimenti chiamiamola un'avventura e amici come prima.  C'è poi tutta la partita "grandi firme". Zaytsev in scadenza, i serbi pure. Atanasijevic e Podrascanin vogliono restare. Stanno facendo bene, l'ambiente è ottimale e le vittorie non mancano. La sensazione è che alla fine si farà. Magari senza fretta, ma si farà. Di certo con Bata, decisivo anche a Bari, ma probabilmente anche con il Potke. Certo, bisogna fare i conti. La Superlega impone il tetto di quattro stranieri e si sa, a Sirci piace Leon. Il più forte schiacciatore al mondo sembrava aver firmato il rinnovo con Kazan, ma da Bari è trapelata la notizia di una trattativa arenata sul più bello. Insomma, nel momento del nero su bianco, qualcosa ha bloccato tutto. E Sirci non è tipo che molla la presa ed è capace di far diventare possibile quella che fino a qualche settimana fa poteva sembrare una mission impossible. Il piano presidenziale è pronto, l'offerta sul tavolo del cubano c'è. Ora spetta al giocatore che, comunque, per venire a Perugia qualcosa del maxi ingaggio russo, si dovrà decurtare. Non c'è fretta e si vedrà. Come fretta non ha Zaytsev. Allo Zar piace giocare da opposto e Verona lo vuole. A Perugia, giocoforza, il ruolo è un altro, ma qui si comincia a vincere. E pure tanto, per cui la partita è tutta da giocare. Insomma, un mercato a incastri, un domino che aspetta il primo pezzo per mettere a posto tutte le caselle nel contesto di una situazione dove il Piano B non può e non deve mancare. Lo sa Kazan che per la prima volta teme di perdere il grande Leon e pensa al brasiliano Leal del Sada Cruzeiro, lo sa bene la Sir che nel gioco degli incroci magici Zar-Bata-Potke-Leon ha pronta l'alternativa. Si chiama Clevenot. Trevor Clevenot, 23 anni, schiacciatore francese di Piacenza. Un giovane come lo è Leon, di un anno più grande. Una promessa che tanto bene sta facendo con la Lpr e che non è passato inosservato allo staff Sir. Il presidente non conferma. Ma si sa, le vie del mercato sono infinite. Come quelle del signor Sirci...