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Lorenzo e la leggerezza dell'essere

Selene Bisi
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Winston Churchill diceva “Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”. Lorenzo l'ha imparato sulla propria pelle. Come fare del cambiamento un'occasione per migliorarsi. Come da essere un ragazzo sereno sia precipitato nella depressione e nel dover fare i conti con se stesso per poter rinascere. “Non credo che ci sia stato un solo fattore, credo siano state un insieme di cose”. Finita l'Università, Lorenzo lascia Pisa per andare a lavorare in una grande città “al contrario di tantissimi miei coetanei, io sono stato davvero fortunato perché ho trovato subito lavoro, ma mi sono ritrovato catapultato in una realtà totalmente diversa da quella a cui ero abituato”. L'impatto con una metropoli è difficile “il caos, il vivere costantemente la sensazione di pericolo”. Non riesce ad ambientarsi e oltretutto il lavoro per cui si era trasferito non gli piace “avevo studiato per fare una cosa e mi ritrovavo a farne un'altra in un posto di lavoro dove tutti i clichès italiani sembravano essere confermati, in cui nessuno viene valorizzato davvero; e iniziavo anche a chiedermi - devo vivere per il lavoro o devo rinunciare a fare carriera, ma vivere?”. Lorenzo ha tantissimi interessi e passioni, la musica, la scrittura, ma non ha più tempo. E non ha più tempo neanche per le sue amicizie “quando non trovi neanche più un attimo per una birra con gli amici significa che ti mancano proprio gli spazi per te stesso”. In nessun posto Lorenzo si sente più a proprio agio, a soli 28 anni si trova schiacciato in una routine alienante. E l'insoddisfazione sembra buttare giù tutte le altre tessere della vita come in un effetto domino “dopo due anni di fidanzamento mi sono lasciato. Mi sono sentito come in mezzo al mare, sgomitavo per cercare un appiglio e non lo trovavo mai. Anche l'unica cosa bella che avevo non c'era più”. Lorenzo passa un primo periodo così difficile da aver paura di se stesso “ero diventato aggressivo, non sapevo più gestire alcun rapporto”. Da questo momento capisce di aver bisogno di ricostruire se stesso, capisce di aver bisogno di aiuto e si rivolge ad uno psicoterapeuta. La sua passione per la scrittura diventa la sua valvola di sfogo “ il foglio era diventato una sorta di ring con cui facevo a schiaffi con me stesso”. Oggi Lorenzo sta per compiere 30 anni, sta meglio, ma “non ancora bene. "Mi trovo a fare un bilancio e di sicuro a 15 anni non mi sarei immaginato così”. Ciò che oggi lo aiuta è riconquistarsi i primi piccoli spazi personali di spensieratezza, ritagliarsi il tempo per una birra, per andare a un concerto. “Banalmente essere un po' stupido. Imparare a vivere non con superficialità, ma con leggerezza, quella sì”.