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Risorgere dopo il tradimento

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Selene Bisi
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Il tradimento fa male perché non solo fa perdere fiducia nell'altro, ma anche in se stessi. Quando la persona che amiamo ci tradisce, la rabbia si riversa anche contro noi stessi "mi sono chiesta tante volte se fosse stata anche colpa mia e mi sono risposta che sì, la colpa era anche mia" Sono passati molti anni da quando Patrizia è stata tradita "all'inizio ho odiato lei, poi ho odiato lui, poi me stessa, poi un po' tutti". Un racconto come questo lo sentiamo spesso, il tradimento sa essere banale come l'amore, eppure ogni storia è qualcosa a sé , siamo noi a renderla diversa. Ciò che rende una vicenda dolorosa un'occasione è il fatto che costringe a mettersi in discussione "non dirò mai che alla fine dovrei ringraziare il mio ex marito, però un pochino è così". Mi racconta di una storia d'amore come tante, un matrimonio come tanti, una figlia che, questo ci tiene a precisarlo "eh no, lei è proprio eccezionale" e un tradimento come tanti. "Quella donna la conoscevo, quindi all'inizio ho pensato che fosse questo a farmi stare tanto male, in realtà sarei stata male anche se fosse stata una sconosciuta". Patrizia ha dedicato la propria vita all'ex marito "ho pensato che i suoi sogni fossero un po' più importanti dei miei, che il suo lavoro fosse più importante del mio". Le sue scelte sono state tutte dettate, per l'intera relazione, prima e durante il matrimonio, dall'idea che i sogni del suo compagno di vita valessero più dei suoi. "Ho sempre pensato che la sua Facoltà fosse più importante della mia". Eccolo il primo sogno a cui sceglie di rinunciare: completare il percorso di studi universitari per seguire invece lui, in un'altra città per il suo lavoro. Dopo dodici anni insieme, arriva "l'altra", come nelle migliori commedie d'autore, solo che viverlo è devastante. "Non l'ho neanche dovuto scoprire, me l'ha detto, ma dopo un anno che ci stava. E infatti non si può spiegare quanto mi sia sentita stupida". Potremmo raccontare adesso una storia di pianti, liti, avvocati, alimenti, urla, una figlia che ne fa le spese e una donna che sente di aver rinunciato ai propri sogni, di essersi sentita stupida, fallita, brutta e soprattutto "più stupida, più fallita e più brutta dell'altra". E questo spesso è il finale di tante storie simili, ma se le vicende della vita di ognuno di noi sono uguali, sono i protagonisti a essere diversi, siamo noi che le rendiamo diverse. Così qualcuno decide di restare tra le macerie della propria vita, altri di ricostruire da quelle stesse macerie qualcosa di ancora più bello. Questo è quello che ha fatto Patrizia "ho ripreso i miei sogni, mi prendo più cura di me stessa perché mi ero davvero lasciata andare. E soprattutto mi sono iscritta di nuovo all'Università ed è la cosa che mi rende più fiera perché ho capito che i miei sogni erano importanti. Sono importanti. E lo sono per me".