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La difesa dimenticata

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Jacopo Barbarito
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Mentre il Parlamento è occupato a modificare la norma sulla legittima difesa, il fenomeno della violenza sulle donne, la vera piaga del nostro Paese, non accenna a diminuire. Anche recentemente, i telegiornali hanno riferito, con dovizia di dettagli come è giusto che sia, episodi raccapriccianti di donne uccise da parte di uomini che dicevano di amarle. Nello stesso periodo, i telegiornali hanno riportato anche cronache di rapine in casa o in attività commerciali, anch'esse sfociate in omicidi. Fatti di uguale gravità e violenza. Solo che i secondi hanno suscitato lo sdegno di tutti, al punto che il Parlamento si è messo all'opera per trovare una soluzione normativa per mitigare il reato dell'eccesso di difesa, mentre i primi sono passati quasi inosservati. Infatti, nella percezione comune, i primi sono parte di una narrazione acquisita, mentre i secondi sono "il nuovo problema". Ma è proprio così? Stando agli ultimi dati pubblicati dall'Istat (Bes, 2016) non sembra. Si legge infatti che l'evoluzione della sicurezza nel Paese mostra una tendenza al miglioramento. Diminuiscono gli omicidi, un fenomeno che colloca l'Italia nella parte bassa della graduatoria dei Paesi europei, insieme ad Austria, Spagna e Polonia (e per una volta questa è una buona notizia). Inoltre, nel 2015 anche i reati a carattere predatorio (furti, rapine, ecc.) hanno subito una flessione. Ciò che invece non accenna a diminuire sono gli omicidi di donne per mano di compagni, mariti, ex. Anche lo scorso anno si sono attestati su una media di uno ogni tre giorni, un numero davvero inaccettabile per un paese civile. La diminuzione del numero di omicidi e dei reati di tipo predatorio è il portato di una serie di interventi efficaci in materia di sicurezza e di contrasto alla criminalità organizzata, un segnale che il Paese ha all'interno gli anticorpi per contrastare andamenti devianti. E' doveroso chiedersi se le norme in discussione al Parlamento in questi giorni in materia di legittima difesa saranno anch'esse ascrivibili fra quelle che con successo portano ad una diminuzione dei furti e delle rapine, esercitando una sorta di deterrenza. Ma anche, si può domandarsi se contribuiscano ad incrementare gli episodi di rapine che sfociano in omicidi. Certo è che ciò su cui si discute oggi ha implicazioni profonde sul modello di giustizia a cui la nostra società vuole ispirarsi. E' altrettanto doveroso chiedersi, tuttavia, quali misure il Paese deve adottare per contrastare la violenza sulle donne maturata in ambito domestico. Qualcosa è stato fatto, ma evidentemente non basta. Con ammirevole tenacia, la donne sopravvissute alla violenza omicida del partner, alcune sfregiate per sempre, offrono la loro testimonianza a chi è disposto ad ascoltarle. Azione che vuole essere innanzi tutto un monito per le altre donne. Ma anche un modo silenzioso per attirare l'attenzione del Paese su un vuoto che prioritariamente è culturale, ma che reclama interventi in materia di prevenzione, tutela, sicurezza e comunicazione da parte delle istituzioni.