Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

L'agricoltura di nicchia

Roberto Minelli
  • a
  • a
  • a

Il concetto di agricoltura ha ormai acquisito un significato ampio, passando dall'indicare un'attività volta esclusivamente alla produzione alimentare al rappresentare un insieme di funzioni che vanno dalla tutela del paesaggio, alla manutenzione del territorio, alla creazione di relazioni sociali anche in aree remote e scarsamente accessibili. L'agricoltura non è pertanto un'attività esclusivamente economica, ma svolge un ruolo importante nella tutela dell'ambiente e nel contrasto allo spopolamento delle aree interne del paese. Le imprese agricole e alimentari italiane sono generalmente più piccole di quelle degli altri paesi europei. Impossibilitate ad abbattere i costi di produzione, e in particolare il costo del lavoro, la ricerca della qualità è per loro un imperativo. Per questo, il monitoraggio dei prodotti alimentari di qualità, i marchi Dop o Igp per intendersi, è importante. L'Istat ha appena diffuso i risultati di un'indagine sul tema, indagine che viene effettuata con cadenza annuale. L'Italia si conferma al primo posto in Europa per certificazioni di prodotti di qualità. Al 31 dicembre del 2014, risultavano in Italia ben 269 prodotti Dop o Igp, otto in più rispetto all'anno prima. Ma che differenza c'è tra queste due sigle? La Denominazione di origine protetta indica un prodotto originario di un luogo, regione o, in casi eccezionali, di un paese, le cui qualità o caratteristiche sono dovute essenzialmente ad un particolare ambiente geografico e ai suoi intrinseci fattori naturali e umani e le cui fasi di produzione, trasformazione o elaborazione si svolgono nella zona geografica delimitata. Anche l'Indicazione geografica protetta identifica un prodotto originario di un determinato luogo, a cui sono attribuibili una data qualità, reputazione o altre caratteristiche, ma è sufficiente che una sola delle sue fasi (produzione, trasformazione o elaborazione) si svolga nella zona delimitata. I produttori agricoli inseriti in questi sistemi virtuosi sono ben 74.571 in tutta Italia, di cui 41.412 sono allevatori. I "trasformatori", cioè gli artigiani o gli industriali che lavorano i prodotti di base per ottenere il prodotto per i consumatori, sono 6.845. Alcuni produttori sono però anche trasformatori, per cui il numero complessivo delle imprese è solo 79.848. In Umbria abbiamo al momento otto prodotti di qualità, di cui quattro di origine animale e quattro di origine vegetale. Molti provengono da aree remote, si pensi alla lenticchia di Castelluccio o al farro di Monteleone di Spoleto, nelle quali costituiscono una risorsa economica rilevante. La qualità è garantita mediante un accurato sistema di controlli. Ogni prodotto è "vigilato" da un Consorzio, formato dai produttori stessi, che hanno elaborato un disciplinare di produzione e che, nell'interesse dei consumatori e dei produttori stessi, verifica che ogni fase, da quella agricola a quelle della trasformazione, sia realizzata nel rispetto delle norme. La certificazione è affidata a società terze, per avere il massimo della sicurezza. Vi sono poi i controlli, affidati alle Asl ed al Comando carabinieri per la tutela della salute. Consumare prodotti Dop o Igp quindi significa non soltanto mangiar bene, ma anche avere certezze sulla salubrità dei prodotti e soprattutto sostenere imprese agro-alimentari in territori remoti in cui spesso costituiscono la principale risorsa economica. [email protected]