Lo smog e le opinioni

Lo smog e le opinioni

15.01.2016 - 11:44

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L'allarme polveri sottili sembra essere momentaneamente rientrato. A poco sono servite le limitazioni del traffico e le altre misure varate d'urgenza nelle grandi città molto ha fatto la pioggia. Ma, in futuro, sarà possibile continuare ad affidarsi alle basse pressioni e altre instabilità meteorologiche per risolvere le emergenze create dallo smog?
La risposta è ovviamente negativa. Altre misure, alcune anche non propriamente gradite alla cittadinanza, si renderanno necessarie. E allora è opportuno conoscere le opinioni e il livello di preoccupazione dei cittadini in merito all'inquinamento dell'aria e dell'ambiente in generale.
A questo proposito ci viene incontro uno studio dell'Istat. In una sezione dell'indagine campionaria annuale "Aspetti della vita quotidiana"
l'Istituto chiede agli intervistati quali siano i problemi ambientali che li preoccupano maggiormente. Ebbene, i dati del 2014 (i più recenti
disponibili) mostrano che una persona su due indica l'inquinamento atmosferico fra le questioni ambientali più allarmanti. A seguire, lo smaltimento dei rifiuti è sentito come un problema dal 47 per cento degli intervistati, mentre i cambiamenti climatici sono indicati dal 42 per cento.
Se andiamo a fare un confronto con l'analogo dato del 1998, la differenza è minima. Infatti, anche in quell'anno la metà degli intervistati si dichiarava preoccupata dall'inquinamento dell'aria.
Insomma, dal momento che la percezione del rischio si concentra laddove questo si manifesta, usando il metro della sensibilità collettiva ben poco sembra essere cambiato nel Paese in merito alla questione dell'inquinamento atmosferico.
Ma quante persone hanno adottato comportamenti virtuosi? Il 72 per cento si impegna a non sprecare energia elettrica, mentre il 67 a non sprecare acqua.
Le donne e le persone maggiormente istruite sono i più propensi ad adottare comportamenti virtuosi e, sempre secondo l'Istat, circa una famiglia su cinque ha effettuato, negli ultimi cinque anni, investimenti per sostituire caldaia ed elettrodomestici con apparecchi più efficienti o per acquistare altri strumenti. La percentuale più alta di famiglie si trova al Nord (25 per cento), segue il Centro (21 per cento) e il Mezzogiorno (18 per cento).
Il trasporto pubblico è scelto da un intervistato su cinque come alternativa all'auto privata. Tuttavia, per avere una misura della relativa efficacia, occorre considerare che circa 7 persone su 100 dichiarano di avere difficoltà nel raggiungere con i mezzi pubblici almeno tre servizi essenziali. Il confronto territoriale vede svantaggiate le famiglie del Mezzogiorno tra le quali circa un nucleo familiare su dieci trova molta difficoltà a raggiungere almeno tre servizi essenziali. Nel Nord la quota percentuale scende a 5, nel Centro si attesta intorno a 6.
In sintesi, i dati appena illustrati portano a concludere che i cittadini sono pronti a rinunciare a qualche comodità per avere in cambio una migliore qualità dell'aria e dell'ambiente in generale. Adesso tocca agli amministratori decidere cosa fare.
elena.stanghellini@stat.unipg.it 

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