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Frutta e verdura sulla mensa degli italiani

Elena Stanghellini
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Il primo maggio scorso si è inaugurata l'Expo 2015: un'occasione unica per riflettere sui nostri comportamenti alimentari e su quanto questi incidano sull'intero pianeta. Quasi tutti i paesi del mondo espongono le loro specificità e le loro eccellenze, con padiglioni tematici, sul riso, sul caffè, sui legumi. Insieme ad essi anche i padiglioni di grandi multinazionali. Mettere insieme, sotto lo stesso tetto, i prodotti tipici a rischio di estinzione e quelli generati da modelli alimentari globali può apparire una contraddizione. E come tale, è un invito a riflettere. L'Università degli Studi di Perugia è molto coinvolta, con decine di eventi programmati fino al 30 ottobre 2015, molti dei quali in Umbria e altri a Milano. I temi affrontati sono veramente tanti, e il lettore è invitato a seguire da vicino la serie di incontri organizzati. Qui mi limito a considerare un aspetto importante della dieta mediterranea: il consumo di frutta e verdura. Secondo uno studio di Nomisma, largamente basato su dati Istat, negli ultimi 10 anni il consumo è calato di circa il 18 per cento, il che significa che in media un italiano ogni anno ha ridotto il paniere di circa un chilo e mezzo. La tendenza è iniziata in epoca non sospetta, ovvero ben prima della crisi economica ed è in linea con l'andamento europeo (Francia a parte), ma il crollo in Italia è più sensibile che altrove. Un dato che genera preoccupazione sotto vari punti di vista. Il primo è strettamente economico: il settore orto-frutticolo italiano conta decine di migliaia di aziende che generano ricchezza e occupazione. Ma questo non è l'unico fattore: il comparto è infatti fondamentale nella conservazione dell'ambiente e nella tutela dei paesaggi. Infine, il terzo aspetto riguarda la salute e il benessere. Sono molti infatti gli studi che mostrano come una dieta ricca di frutta e verdura faccia diminuire sensibilmente la probabilità di insorgenza delle malattie cardiovascolari, e contribuisca alla salute degli individui. Una rassegna degli studi statistici che evidenziano questi effetti è stata pubblicata recentemente nel giornale inglese Bristish Medical Journal. In parallelo, molte altre ricerche lanciano vere e proprie grida di allarme contro l'obesità, un fenomeno sempre più diffuso anche nei bambini e che ha raggiunto proporzioni superiori, per persone coinvolte, a quello della malnutrizione. In linea con queste analisi, l'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un consumo giornaliero di frutta e verdura di almeno 400 grammi. In Italia, grazie alla dieta mediterranea, questo è pari a 360 grammi al giorno. Dopo la Spagna, è il paese in Europa con il consumo più elevato. Tuttavia, la forte tendenza alla diminuzione desta notevoli preoccupazioni e deve essere contrastata con campagne di informazione e sensibilizzazione. [email protected]