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Nuove soluzioni per i trasporti

Elena Stanghellini
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Il traffico nelle nostre città e in tutto il sistema viario regionale non accenna a diminuire. Anche in una città relativamente piccola come Perugia vi sono momenti in cui si formano code e rallentamenti. Al mattino, sia sulle arterie intorno al capoluogo che sulle vie minori che portano alla città, vi sono file interminabili di auto. La mobilità territoriale è diventato un tema centrale. Per essere efficace, ogni politica di intervento deve basarsi su attente valutazioni dell'utenza potenziale ed effettiva, della sostenibilità economica, dell'impatto sull'ambiente e sul territorio. In assenza di questo, è naturale che il trasporto con auto private sia in costante crescita. Una veloce ricerca in internet permette di vedere che nel 2003 v'era in Italia una densità di circa 59 auto ogni 100 abitanti, più che in Germania (55) e nel Regno Unito (50). Nel 2007, la densità era cresciuta a 60 auto in media ogni 100 abitanti, con l'Umbria seconda regione in Italia, con 67 auto. Nel 2012, ben 61 auto ogni 100 italiani, rispetto alla media europea di 51. Più auto solo in Lussemburgo (68) e in Islanda (64). La Germania era calata a 52, il Regno Unito costante a 50 e la Spagna a 48. L'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) conduce indagini annuali sul gradimento del trasporto su autobus, pullman e treni. Ebbene, per quanto concerne l'Umbria (i dati non sono disaggregati ulteriormente) si evidenzia dal 1993 al 2013 un deterioramento delle opinioni riguardo alla frequenza delle corse, alla comodità degli orari, al costo del biglietto, all'informazione sugli orari e servizi. Migliora invece il giudizio sulla puntualità (www.istat.it, dati regionali). Circa i treni, il parere positivo degli umbri sulla “frequenza delle corse” è sceso dal 72 per cento del '93 al 53 per cento del 2007, per poi risalire al 61 nel 2013. Parallelamente, la soddisfazione per la puntualità è calata dal 73 per cento al 44 per cento per poi risalire al 53. I treni sono sporchi per quasi il 70 per cento dei rispondenti, e il biglietto è considerato costoso nel 67 per cento dei casi. Il treno, che sia della Centrale Umbra o delle Ffss, è quindi un mezzo di trasporto con poche sufficienze, più da evitare che da usare. Non va meglio per i pullman, che ricevono un buon punteggio solo per puntualità e possibilità di sedersi, mentre le altre variabili scendono rispetto al 1993. Per gli autobus, si nota un peggioramento, rispetto al 1993, su frequenza, puntualità, velocità delle corse, pulizia dei mezzi, comodità di orari, con qualche segnale di miglioramento negli ultimi due anni, ma l'attesa alle fermate è scomoda per oltre il 50 per cento dei rispondenti e comunque il 58 per cento pensa che il biglietto sia caro. Servono quindi soluzioni radicali ed innovative: car pooling, car sharing, noleggio breve, voucher individualizzati. Soluzioni che sono già realtà in molti altri paesi, ma che stentano a farsi largo nella nostra cultura e nel nostro stile di vita. [email protected]