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L'Umbria e il Kazakhstan

Elena Stanghellini
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Le statistiche sono importanti per descrivere una qualsiasi realtà economica, sociale ed ambientale. Possono essere "fotografie" della realtà in un dato momento come ad esempio i censimenti realizzati ogni dieci anni dall'Istituto Centrale di Statistica, ma se allineate nel tempo servono anche a mostrare l'evoluzione di uno o più fenomeni, componendo una sorta di "film" che permette di giudicare, su dati quantitativi, anche aspetti qualitativi. I dati che S. E. Yelemessov Ambasciatore del Kazakhstan in Italia ha riportato martedì mattina, in occasione della giornata sulla cultura kazaka tenutasi nell'Ateneo perugino, sono a dir poco impressionanti, sia nella loro dimensione statica che in quella dinamica, e meritano alcune considerazioni. Questo paese dell'Asia centrale, la cui nuovissima capitale si chiama Astana e che forse molti hanno qualche problema a localizzare sulla carta geografica, si estende su oltre 272 milioni di ettari, una superficie vasta circa nove volte l'Italia, dalle pendici dell'Himalaya a sud fino alle steppe sconfinate del nord, dove estati caldissime ed aride si alternano a inverni gelidi. Vi vivono quasi 17 milioni di persone, di numerose etnie e religioni, con prospettive di crescita al 2050 a circa 20 milioni. Ciò determina una densità abitativa di sei persone per chilometro quadrato, che però è una media fra le regioni del sud, più popolate grazie al miglior clima, e quelle del nord, totalmente coperte da steppe e pertanto assai poco popolate. L'aspettativa di vita oggi è di 66 anni, ma le condizioni sanitarie e le strutture ospedaliere stanno migliorando rapidamente e quindi è lecito attendersi che questo numero crescerà in breve tempo. Fino al 1992, il Kazakhstan era parte dell'Unione Sovietica e le condizioni di vita erano miserabili, con un reddito annuo pro-capite che non arrivava a 700 dollari. Adesso, grazie al reddito derivante dalle enormi risorse naturali (gas, petrolio, agricoltura su vasta scala) di cui è dotato il Paese e che viene reinvestito in grandi progetti pubblici, il prodotto interno lordo pro-capite è salito nel 2013 a quasi 13.200 dollari, collocando il Kazakhstan al 45° posto nella graduatoria mondiale. Nel paese la disoccupazione è molto bassa, solo al 5,3 per cento, e già ad Astana sono aperti i cantieri per la costruzione dei padiglioni dell'esposizione internazionale, l'EXPO2017. L'Italia è oggi il terzo partner commerciale del Kazakhstan, e grandi società italiane, come ENI ed ENEL, sono già presenti. La politica è di attrarre investimenti stranieri per creare piccole o grandi imprese. I legami culturali spesso portano a scambi di natura economica: in questa direzione va la giornata di approfondimento, organizzata dal Centro Internazionale di Ricerca e Studi Centroasiatici, attivo presso il Dipartimento di Scienze Politiche. L'obiettivo è incentivare le relazioni accademiche esistenti e creare canali nuovi di scambio fra i due paesi, coinvolgendo un numero sempre maggiore di studenti. [email protected]