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I dati della cultura

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Elena Stanghellini
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Mentre Perugia continua con successo la sua corsa per il titolo di capitale europea della cultura nel 2019, ci si può divertire a guardare quante e quali statistiche siano disponibili, sia a livello europeo che nazionale, sulla cultura. Digitando la parola "cultural" sul sito di Eurostat compare, fra le altre cose, un interessante documento del 2011 sul patrimonio culturale dei singoli paesi e sulle attività economiche, di iniziativa sia pubblica che privata, legate al settore. Il primo dato che salta agli occhi è il numero di siti giudicati dall'Unesco patrimonio dell'umanità. L'Italia è la più ricca di tutti, con 42 siti (fra cui la Basilica di San Francesco di Assisi), seguita da Spagna con 38, Francia e Germania con 32, Inghilterra con 24 e Grecia, con soli 17. Una classifica che però non si riflette nel numero di visitatori dei principali musei (dati del 2009). Il più visitato è il Louvre, con 8,3 milioni di visitatori, una cifra che non si raggiunge sommando i visitatori dei nostri tre principali musei (ovvero il Circuito Archeologico del Colosseo e Palatino di Roma, gli Scavi di Pompei e la Galleria degli Uffizi). Il British Museum di Londra conta 5,6 milioni di ingressi l'anno ma non è il più affollato della città. Il primo è la Tate Gallery, con la sua collezione di quadri di artisti dal '700 ai giorni di oggi, molti anche italiani. Solo i cinque principali musei di Londra attraggono quasi 24 milioni di visitatori, e chi vi è stato sa bene quali flussi economici ruotino attorno ad essi. Coloro che dicono che con la cultura "non si mangia", forse, dovrebbero riflettere su questi numeri. Ma c'è di più. Nell'area archeologica di Pompei interi edifici crollano per mancanza di risorse per la manutenzione, ma nei cinema di tutta Europa viene proiettato "Pompei", il film documentario interamente realizzato dal British Museum, con sponsor privati. Come ogni altro, il film è pubblicizzato da un trailer che si può visionare anche on-line: provare per credere. Realizzato in maniera da tenere gli spettatori con il fiato sospeso, quando è stato proiettato nelle sale del museo ha registrato numeri da capogiro, al punto che ora sta facendo il giro del mondo. Forse una piccola quota degli introiti potrebbe bastare a mettere al sicuro quelle parti degli scavi che stanno crollando, e qualche politico potrebbe avanzare la richiesta, non so quanto legittima. In Svezia, dove ormai trovo, il principale canale televisivo ha appena trasmesso un servizio di un'ora interamente dedicato alla storia di un solo quadro di Filippo Lippi, l'Adorazione nella Foresta. Venduta, trafugata, nascosta e ritrovata, l'opera è finalmente esposta in una pinacoteca di Berlino. Ma la storia è il pretesto per spiegare il quadro, e avvicinare il pubblico alla sua straordinaria bellezza. Insomma, molto più all'estero che in Italia, la nostra cultura è considerata un bene prezioso oggetto di grandi interessi, anche economici.  [email protected]