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Valle dei fuochi, il grido dei malati: "Bonificate tutte le aree"

Alessandro Antonini - Sara Minciaroni
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Bonificare le discariche di rifiuti e ceneri. Per poi rilanciare la Valle anche sul fronte economico e turistico. Accertando prima le problematiche ambientali e sanitarie, chiarendo in seguito aspetti ancora “oscuri” e stoppando infine ipotesi di nuovi siti industriali che contrastino con la vera vocazione “verde” della Valnestore. Il comitato "Soltanto la salute" e la neonata Associazione dei malati della Valle del Nestore rivolgono un accorato e articolato appello alle istituzioni. “Apprezziamo l'interesse dimostrato in questi mesi - scrivono - trasversalmente dalla politica verso i problemi sanitari e ambientali della Valnestore e anche la recente volontà di alcuni partiti nel voler coinvolgere la commissione speciale bicamerale sugli ecoreati, che arriverà in Valnestore il prossimo 27 ottobre. Ringraziamo l'impegno preso e mantenuto dal parlamentare del Pd Walter Verini, i sindaci Cherubini e Ferricelli dei due Comuni interessati (Panicale e Piegaro), per la rapidità dell'intervento. Detto questo, ci sentiamo di dover sottolineare alcuni aspetti che ci appaiono ancora poco chiari, e che invece crediamo siano da definire per poter al meglio investire e rilanciare il nostro territorio”. In primis ci sono “gli accertamenti di ordine scientifico che, come ovvio - scrivono ancora - ci aspettiamo vengano fatti in maniera seria e approfondita, ci auguriamo consegnino risposte chiare e concrete ad una valle che, tra ciminiere, sversamenti e interramenti, ha subìto un innegabile danno ambientale. Fondamentale è certo indagare nell'area del sequestro, zona dove il danno ambientale ci appare palese, ma anche altrove, in altre aree egualmente interessate da potenziale inquinamento dovuto a tanti, troppi interramenti di ceneri e altri materiali. In sintesi, come dichiarato da Verini, ‘verificare a fondo rischi passati e presenti sull'intera vallata ed eventuali responsabilità'". L'accertamento delle criticità ambientali, porterebbe comunque dei vantaggi: “La bonifica e la riqualificazione delle aree interessate - spiegano i malati - favorirebbe il rilancio delle stesse e di tutto il territorio, apportando non solo benefici ambientali e sanitari, cosa più importante, ma anche economici”. La deindustrializzazione dell'area e la mancanza di risorse occupazionali, sollecita una ulteriore riflessione. “L'assenza ad oggi di prospettive produttive e occupazionali - aggiungono comitato e associazione - è largamente imputabile ad investimenti sbagliati e alla mala gestione di risorse economiche (consistenti) atte perlopiù a colmare interessi di pochi, utili soltanto a qualche realtà economica, andata a rotoli nonostante i discutibili aiuti ricevuti. Investimenti questi, certamente poco inclini al bene comune e quindi non aventi per fine il beneficio dell'intera comunità”. La Valnestore è un territorio di grandi potenzialità turistico-ambientali “ricco di storia e arte, caratterizzato da borghi, antichi edifici religiosi e da centri storici di pregio; costellato di agriturismi e animato da piccoli artigiani che hanno fatto e fanno la nostra storia, producendo eccellenze agricole e manifatturiere”. Per i malati pensare di nuovo di “industrializzare quest'area, nel senso più stretto del termine, ci appare un'ulteriore, impensabile minaccia verso l'ambiente e la salute di chi la abita. Chiediamo pertanto alle istituzioni che, a seguito del potenziale accertamento del danno ambientale che sottintende un'adeguata bonifica, si programmi sin da ora un progetto di rilancio economico del territorio improntato sulle reali risorse della Valnestore”. L'ultimo auspicio è che l'eventuale indennizzo economico “venga utilizzato per sanare le tante criticità del territorio e non finisca nuovamente sperperato nell'interesse di pochi”.