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Ecoreati, i sindaci della Valnestore: "Sì alla commissione"

Alessandro Antonini - Sara Minciaroni
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E' partita direttamente dai sindaci di Panicale e Piegaro, rispettivamente Giulio Cherubini e Roberto Ferricelli, la richiesta ufficiale, con tanto di lettera scritta e protocollata, per l'intervento della commissione parlamentare sugli ecoreati. Più precisamente la “commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati”, presieduta dal parlamentare del Pd Alessandro Bratti. Se da una parte i sindaci continuano a “contestare” la titolazione “Valle dei fuochi” che a loro parere costituirebbe un accostamento non rispondente ai fatti, dall'altra chiamano in causa la commissione che proprio la “Terra dei fuochi” campana ha indagato con maggiore attenzione dalla sua costituzione. A Perugia e in Umbria la bicamerale era già stata a febbraio per l'inchiesta su Gesenu e la vicenda di Orvieto. La Lega nord aveva poi chiesto a più riprese un nuovo intervento sul caso della Valnestore. Per i sindaci l'esame della commissione rientra tra quegli “elementi che vogliono condurci all'accertamento dei fatti”. Accertamento che ad oggi una cosa l'ha stabilita: ci sono decine e decine di ettari coltivati sopra a ceneri Enel e rifiuti di vario tipo. Da più di venti anni. E se oggi i test di cessione dicono che gli alimenti non sono contaminati, gli esperti sanno bene che gli elementi inquinanti (di cui è stata rilevata traccia nei controlli preliminari che hanno portato al sequestro di 255 ettari) negli anni tendono a depositarsi in basso, in profondità. Degli interramenti fuori da zone censite Cherubini e Ferricelli assicurano che “lo abbiamo scoperto quando è partita l'inchiesta. Sapevamo delle discariche autorizzate, con loro storia. Non del resto. Qualcuno ne risponderà, la magistratura farà il suo corso”. A rendere ancora più eclatante il caso della Valnestore è che gli interramenti abusivi di ceneri e rifiuti sono avvenuti nelle centinaia di ettari di una società pubblica al 100%, la Valnestore sviluppo (Comuni di Piegaro e Panicale, Provincia di Perugia ed ex comunità montana). Uno scenario da cartolina, vegetazione e campi di grano, che in realtà è per buona parte artificiale. Sotto non terra ma discariche. Una “piccola oasi dove scopriamo purtroppo ceneri e rifiuti”, ammettono i sindaci. Serve tuttavia “responsabilità, - continuano i due - evitare pretesti e suggestioni che non servono a nessuno e rischiano di influenzare chi ricerca la verità. Come dichiarato nella cena del comitato Soltanto la salute abbiamo invitato alla costituzione di un tavolo permanente dedicato alla ricerca e divulgazione dei dati”. Comitato che per il 28 agosto annuncia un nuovo incontro di sottoscrizione (stavolta a pranzo) al santuario delle Grondici. Di una cosa i sindaci, a prescindere dagli esiti dell'inchiesta, sono sicuri. “Ad oggi - spiegano Cherubini e Ferricelli - reputiamo che quell'aera debba essere interessata da alcuni tipi di investimenti. Da una parte emergono rifiuti e ceneri: con esperti del settore va capito il tipo di intervento necessario. Poi ci sono le peculiarità di archeologia industriale e il valore paesaggistico che vanno salvaguardati. Qualcosa andrà fatto”.