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Primi risultati dalle indagini dei terreni esaminati

Alessandro Antonini - Sara Minciaroni
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Cinquantamila euro per i carotaggi e le analisi del terreno. I soldi sono arrivati dalla Regione e prevedono esclusivamente il controllo sul fronte ambientale. Già in corso le prime dieci perforazioni. Le prime cinque hanno riscontrato la presenza di ceneri miste a rifiuti nel terreno anche in aree non autorizzate a qualsivoglia smaltimento e coltivate a frumento. In un caso la cenere era a contatto con una falda acquifera. Per l'approfondimento epidemiologico sui tassi di incidenza tumorale in Valnestore, con tanto di georeferenziazione e analisi delle cartelle cliniche, servirà un altro apposito stanziamento. La mozione unitaria approvata a palazzo Cesaroni chiede alla giunta di "attivarsi presso Arpa e Usl affinché proseguano le indagini sui potenziali rischi per la salute dei cittadini della zona rendendo nota, sia per la Valnestore che per Fabro, i nuovi dati anche di natura epidemiologica". Inoltre si impegna la giunta a "mettere in atto tutte le azioni e i provvedimenti per il ripristino della salubrità dei luoghi e la messa in sicurezza delle aree; avviare una perizia tecnica di parte pubblica, individuando i danni economici cagionati a cose e persone, richiedendo ad Enel i relativi risarcimenti ove fosse accertata una specifica responsabilità; redigere, attraverso le strutture regionali, una carta tematica di sensibilità e rischio ambientale dell'area, per la predisposizione di un piano di messa in sicurezza e bonifica, valorizzazione territoriale, allo scopo di impegnare il governo alla predisposizione di un programma specifico di interventi". A dire che la problematica ambientale è accertata e va affrontata, dopo trent'anni di omertà, immobilismo, soldi stanziati e mai utilizzati. Intanto continua la bagarre politica, il gruppo d'opposizione in Comune Civicamente adesso Piegaro dopo aver scritto alla Regione pungola la giunta piegarese e chiede una relazione sul sequestro preventivo emesso dalla procura della repubblica dell'ex bacino minerario dell'Enel in Valnestore avvenuto il 15 giugno 2016 , per un totale di 255 ettari. "Tale provvedimento - è scritto - si dice abbia la finalità di impedire che nella zona possano essere effettuate movimentazioni del terreno anche per fini agricoli senza la preventiva autorizzazione da parte delle autorità competenti. Premesso che da quando è (ri)sorta la problematica ceneri, anche il nostro gruppo già con una mozione votata all'unanimità ha sottolineato a più riprese che prima di tutto viene la salute e la salvaguardia della collettività, d'altro canto però dobbiamo e vogliamo ricercare i colpevoli che hanno arrecato danno alla nostra comunità, all'ambiente e danneggiato tutti nell'immagine. è altrettanto doveroso tutelare i produttori-proprietari che vogliono avere informazioni e direttive chiare". La critica si incentra in particolare su modalità e tempistica dei prelievi.