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Terreni sospetti: via a studio e analisi

Alessandro Antonini - Sara Minciaroni
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Dieci carotaggi, dieci sondaggi più o meno approfonditi nelle aree adibite a discariche, autorizzate e non. Questo per antipasto. Sono iniziati giovedì scorso, ma andranno avanti per tutta la settimana prossima. La procura ha disposto le analisi di parte terreni oggetto di sequestro preventivo in Valnestore dove sono stati interrati ceneri e rifiuti per milioni di metri cubi (quattro quelli censiti) nella sola area di Valnestore. Gli uomini del Noe, il nucleo operativo ecologico dei carabinieri, sotto l'egida del capitano Motta, coordinano i controlli che vengono effettuati dall'Arpa, l'Agenzia regionale di protezione ambientale. Una ditta specializzata in carotaggi ambientali e pozzi artesiani ha avuto l'incarico di effettuare materialmente i prelievi. Già ieri si era arrivati al quarto. Due il primo giorno e due il secondo. Se sarà necessario - è stato fatto sapere dalle istituzioni preposte - saranno fatti ulteriori approfondimenti, anche in altri punti se nel frattempo arriveranno nuove indicazioni. Da parte di testimoni e addetti ai lavori, inediti o già conosciuti. Per ora la profondità varia seconda della conformazione del terreno, fino a quando dopo cenere e rifiuti compare l'argilla. Non si è andato mai, sinora, oltre i venti metri. L'area interessata è per ora quella della citata Valnestore sviluppo, a pochi metri dalla grande draga abbandonata che serviva per trasportare la lignite destinata ad essere bruciata nell'ex centrale Enel. Nei primi prelievi sarebbe stata asportata cenere sotterrata anche per decine di metri e in almeno un caso con rifiuti di vario genere. Tutto materiale che dovrà ora essere analizzato negli appositi laboratori per capire se contenga agenti inquinanti e superi le soglie di contaminazione. Le aree oggetto delle perforazioni sono situate in campi coltivati a frumento e nei pressi di alcuni laghetti interessati dai sequestri. I banchi di ceneri e rifiuti sono stati individuati attraverso le cartografie storiche e più recenti in base anche alle testimonianze raccolte dalla magistratura (i pm Abbritti e Miliani) e dalle risultanze dell'inchiesta del Corriere dell'Umbria avviata all'inizio di aprile. Agli accertamenti prende parte anche l'avvocato Walter Biscotti, accompagnato dal dottor Francesco Brozzi, ammesso dai pm in quanto rappresentante legale di 75 famiglie di malati. Malati presenti e passati, congiunti di persone scomparse, morte di tumore, che chiedono di accertare se vi sia correlazione sulle patologie tumorali segnalate in alcune zone tra Piegaro e Panicale e il materiale interrato per decenni nella Valnestore. L'inchiesta della procura della Repubblica di Perugia, per adesso aperta contro ignoti, ha come ipotesi di reato il disastro ambientale e il danno grave alla salute. Ciò si deve anche ai risultati delle prime analisi di Arpa e Asl su pozzi, laghi e terreni. I risultati emersi nella prima fase di controlli hanno indotto i magistrati ad effettuare il sequestro su di un'area pari a 255 ettari. Dati contenuti nel decreto di sequestro e pubblicati in queste pagine, che attestano il superamento delle concentrazioni di soglia per elementi pericolosi come il vanadio,il cromo, il manganese e l'arsenico.