Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Valle dei fuochi, spunta il "crostino" delle bonifiche

Alessandro Antonini e Sara Minciaroni
  • a
  • a
  • a

“Cosa si intende con la dizione “valore di mercato” per i terreni bonificati (sono terreni agricoli, edificabili o altro)? Cosa si intende con la dizione "a titolo gratuito" per quelli non bonificati: chi paga la rimessa in pristino? Chi si occupa dei depositi di cenere? Quale è il vantaggio delle istituzioni (in questo quadro) e della società Sviluppo Valnestore?”. E' il 27 febbraio del 2001 quando l'allora vicepresidente del consiglio regionale Fiammetta Modena pone questi interrogativi in un'interpellanza alla giunta regionale. Appena dodici giorni prima è stato siglato il protocollo di intesa stipulato tra la presidenza del Consiglio dei ministri, la Regione Umbria, le Province di Perugia e Terni, i Comuni di Terni, Panicale e Piegaro e Enel. All'articolo 1.3 di quel documento è scritto “in merito all'utilizzazione delle aree dismesse del vecchio impianto (Enel si impegna, ndr) a cedere agli enti locali, su loro richiesta, a valore di mercato, i siti bonificati non essenziali alle attività di impianto ed a conferire a titolo gratuito alle istituzioni locali le aree da bonificare”. Ma è continuando a spulciare tra le carte che troviamo una lettera che arriva in Regione pochi mesi dopo, mittente Enel (è il settembre del 2001), lì si spiega che sono state perfezionate le condizioni in base alle quali Enel Produzione cederà agli enti locali i terreni di proprietà “per circa 115 ettari, oggetto di concessione mineraria, parte dei quali già sottoposti a ripristino ambientale”, nonché degli immobili esistenti all'interno della proprietà stessa. E l'accordo prevede che il terreno ripristinato venga pagato un miliardo di lire, mentre quello da bonificare venga ceduto a titolo gratuito. Ma ecco il nodo, l'accordo prevede anche l'impegno degli enti locali a subentrare nella concessione mineraria “assumendosi tutti gli obblighi in essa prescritti ed in particolare quelli conseguenti il ripristino ambientale dei terreni”. In poche parole, tutti sottoscrivono e certificano che Enel nel cedere (e in parte vendere) i terreni alla Valnestore Sviluppo gli passa anche il “crostino” delle bonifiche. Da nessuna parte, se non nelle domande della Modena (tantomeno nelle risposte a quelle) si parla delle ceneri sotterrate. Vuoto totale sulla presenza dei rifiuti solidi urbani, che pure in quelle terre, come documentato dall'inchiesta del Corriere dell'Umbria dovevano essere già presenti all'epoca di questi atti, visto che i Comuni li scaricarono in quelle zone prima degli anni '80.