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Valle dei Fuochi, nuovo caso: rifiuti tossici nei trasformatori

Alessandro Antonini - Sara Minciaroni
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Per la prima volta se ne è parlato in terza commissione regionale, quando è stato ricostruito come “nel 1991 un decreto del presidente della giunta regionale ha autorizzato lo stoccaggio provvisorio di rifiuti tossici e nocivi tra cui batterie esauste e rifiuti solidi contaminati da Pcb nei pressi della ex centrale”. I Pcb, i policlorobifenili, un gruppo di composti chimici utilizzati sia in campo industriale che civile come ad esempio nei condensatori e nei trasformatori. I Pcb per la loro tossicità nei confronti dell'uomo e dell'ambiente sono considerati tra gli inquinanti più pericolosi poiché la loro grande stabilità ai diversi attacchi chimici li rende difficilmente degradabili. Parola dell'Arpa. L'Agenzia internazionale per le ricerche sul cancro (Iarc) di Lione ha classificato i Pcb come probabili agenti cancerogeni per l'uomo. La Comunità europea li ha vietati. Nell'inventario pubblicato nel Bollettino regionale (Bur) numero 38 del 26 agosto 2009, redatto dalla stessa agenzia regionale di protezione ambientale, figurano cinque trasformatori con Pcb tra 0,05 e 0,005 parti per milioni (ppm) - fascia di media pericolosità - nell'impianto di Pietrafitta di Enel produzione e uno nella miniera di Pietrafitta, stessa proprietà. Nel complesso Enel in Umbria aveva 144 apparecchi, ma sotto la soglia di attenzione. I sei di cui sopra collocati nella Valnestore sono invece inseriti per legge nell'inventario ma che possono essere in parte smaltiti “alla fine della loro esistenza”, che in questo caso sarebbe già terminata con la fine della ex centrale, a meno che non siano stati reimpiegati per altri usi. Due hanno preso un'altra strada. “Come da lettera pervenuta ad Arpa Umbria in data 21 gennaio 2009 protocollo 0001374 - è scritto nel Bur - due trasformatori (matricola 1051623 e 90571) di proprietà del gruppo Enel sono state ceduti alla società Valnestore sviluppo srl”. Arpa specifica che ci sono tre apparecchiature che risultano escluse (in quel momento, agosto 2009) dall'inventario “in quanto acquistate da aziende che non hanno presentato denunce di detenzione. A tal proposito Arpa Umbria provvederà a individuare e sollecitare i detentori affinché siano comunicazione ufficiale di detenzione in modo che gli stessi vengano smaltiti entro il 2009”. L'inventario dell'anno dopo, e siamo al Bur del 7 aprile 2010, vede nell'elenco l'unico trasformatore della miniera. Gli altri cinque, più i due ceduti alla Valnestore srl, non ci sono più. La domanda è: sono stati smaltiti? L'inventario sul Pcb - fa sapere Arpa - viene aggiornato “sulla base delle dichiarazioni trasmesse dai detentori al fine di monitorare il rispetto degli obblighi imposti dalle direttive comunitarie in materia. Con cadenza biennale viene pubblicato con deliberazione di giunta regionale l'aggiornamento del programma di decontaminazione, raccolta e smaltimento degli apparecchi contenenti Pcb soggetti ad inventario ai sensi del dlgs 209/99”. Ma sul sito dell'Agenzia i report sono fermi al 2010.