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Valle dei Fuochi, ceneri interrate anche ad Acquaiola

Alessandro Antonini - Sara Minciaroni
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Si allarga il compasso. Supera Tarvenelle, Pietrafitta, Macereto, la Potassa. Arriva fino al capoluogo. Non ci sono solo gli ettari - ben 255 - sequestrati dai carabinieri del Noe su mandato della procura. Gli interramenti delle ceneri sono stati effettuati negli anni a macchia di leopardo su gran parte dei territorio della Valnestore tra Piegaro e Panicale. L'ultima segnalazione arriva da Acquaiola Gratiano, frazione estrema del Comune di Perugia, in una lottizzazione giusto al confine con Fontignano, che pure ricade nel perimetro dell'Augusta. “Quando ho comperato la casa in cui abito non sapevo delle ceneri - racconta un testimone - ma nel giardino ho notato in mezzo alla terra della polvere grigia. Ho chiesto cosa fosse e mi è stato risposto: ‘cenere'. Cenere della vecchia centrale per la precisione, cenere di lignite, stando alla memoria della gente della zona”. Ma non ci sono atti ufficiali, per adesso. Il comitato “Soltanto la salute” si è mosso per ottenerli. La procura della Repubblica di Perugia, nell'ambito dell'indagine aperta per disastro ambientale e grave danno alla salute, ha avviato la complessa ricostruzione degli iter autorizzativi, affidando la delega specifica al corpo forestale. Quelli delle opere pubbliche dove sono state utilizzate le ceneri sono già stati acquisiti nei Comuni, ma per le opere private mancano le pezze di appoggio. Però la cenere è lì. “Per quanto ne so - continua il nostro testimone - tutta la lottizzazione nell'area in cui abito è stata fatta sopra le ceneri. Io per timore che potessero essere nocive le ho fatte rimuovere a mie spese dal giardino. Ora però se sono state interrate tutte intorno non sono così tranquillo. Certo la gente qui sembra non avere timori, dicono che è cenere da lignite ed è innocua. In un pezzo del perimetro del giardino ne è rimasta un po', credo che la farò analizzare”. Ceneri che secondo la versione di cui sopra arriverebbero dalla vecchia centrale Enel Città di Roma e non sarebbero di provenienza ligure (La Spezia, Vado Ligure e Genova: ceneri da carbone che vennero interrate insieme a quelle autoctone, ndr). Nelle scorse settimane proprio a Fontignano aveva fatto tappa l'assemblea del comitato dei malati ed era stata ipotizzata la presenza di ceneri. Ma nessuno era stato in grado di dire dove, di mappare le aree. Ecco che negli ultimi giorni sono arrivate testimonianze. E anche il caso: un lavoro per la messa in posa di nuove fognature all'altezza del sottopasso ha fatto emergere materiale nero e polveroso. Che è stato fatto analizzare perché sospetta cenere. Ancora non si hanno gli esiti dei campionamenti. Frattanto al centro polifunzionale L'Occhio di Tavernelle le istituzioni - Comune di Panicale - incontrano stasera associazioni e commercianti per fare il punto della situazione: la fase attuale dell'indagine della magistratura, gli ultimi dati su analisi e prelievi fatti da Arpa e Asl, le ripercussioni economiche e turistiche della vicenda. In Un territorio che già soffre da anni una crisi nella crisi. Non mancheranno anche ipotesi di rilancio a partire da eventuali bonifiche dei territori individuati. Il problema è capire quanto e dove siano circoscritte le aree che sarebbero “contaminate”. E che grado di analisi occorra (carotaggi?) per arrivare a dati scientificamente credibili.