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Valnestore sviluppo, c'è un piano per il rilancio

Alessandro Antonini - Sara Minciaroni
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Valnestore sviluppo, qualcosa si muove. A poche ore dalla nomina del commissario liquidatore, Filiberto Graziani, un'azienda locale ha inviato per iscritto la richiesta di utilizzo dei macchinari che la società pubblica (Comuni di Panicale e Piegaro, Regione dell'Umbria, Provincia di Perugia e ex Comunità montana) aveva dato in affitto alla fallita Trafomec accumulando 900mila euro di crediti mai riscossi. Il tutto si incrocia, come noto, con le vicende economiche degli ultimi venti anni del territorio e con l'inchiesta per disastro ambientale e grave danno alla salute aperta dopo la scoperta di discariche di ceneri e rifiuti nelle centinaia di ettari (ne sono stati sequestrati in tutto oltre 250) di proprietà della stessa Valnestore sviluppo. Allegato alla richiesta dell'azienda di cui sopra anche un piano industriale, di investimenti e di rilancio occupazionale che prevede l'impiego di 80 unità lavorative. All'ex amministratore unico Bufaloni era pervenuta anche un'altra proposta per riutilizzare le macchine ex Trafomec, che vedrebbe in campo trenta lavoratori. Il liquidatore Graziani, che ha lo studio a Tavernelle, conosce bene storia e protagonisti di tutte le vicende della vallata. Sarà lui a decidere il da farsi. Anche contando che resta in campo, stando a quanto riferito dal ministro dello sviluppo economico dopo l'audizione dei vertici Enel, il progetto Futur-e per il rilancio delle ex centrali. Una multinazionale asiatica avrebbe già mostrato interesse per installare nell'area un mega impianto di produzione di batterie per veicoli elettrici. Ma prima ci sarebbero le bonifiche da fare. Come sottintende l'interrogazione presentata dalla deputata 5 stelle Tiziana Ciprini ai ministeri dell'Ambiente e della Salute. "I carabinieri del Noe hanno posto i sigilli su un'area di 255 ettari tra i comuni di Panicale e Piegaro e il decreto di sequestro ha raggiunto anche la società Valnestore Sviluppo, la Comunità Montana, il Consorzio Consenergia Green, l'Enel e svariati privati i cui possedimenti ricadono nella zona interessata - afferma Ciprini. Un aspetto non trascurabile è poi quello relativo all'aumento di tumori e altre gravi patologie registratosi negli ultimi anni nella regione Umbria, altamente imputabile alla presenza di sostanze tossiche sul territorio: nella mappa interattiva del Registro tumori umbro di popolazione, nel periodo compreso tra il 2004 e il 2011, l'area racchiusa tra le frazioni di Pietrafitta, Tavernelle e Piegaro, per i nuovi casi di tumore, si tinge di rosso. Si tratta di un dato - continua Ciprini - la cui incidenza è stata dimostrata da studi scientifici. Carlo Romagnoli, referente dell'associazione internazionale dei medici per l'ambiente dell'Umbria, lo scorso febbraio ha presentato una relazione davanti alla Commissione bicamerale di inchiesta sugli eco-reati, in cui è chiaramente emerso il nesso tra fattori ambientali e patologie. Alla luce di tali fatti, vogliamo sapere quali iniziative intenda il Governo mettere in campo, anche in accordo con le istituzioni locali, per tutelare i cittadini dalle possibili ripercussioni sulla salute, causate dalla contaminazione dei terreni e delle falde acquifere della Valnestore. Inoltre, chiediamo se siano previsti progetti di bonifica, affinché la superficie interessata riacquisti la bellezza originaria e ai residenti venga garantita la sicurezza rispetto alla salubrità del luogo"