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Alla ricerca dei documenti scomparsi

Alessandro Antonini - Sara Minciaroni
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Carte che spuntano e carte che non si trovano più. Trent'anni sono lunghi e mentre l'inchiesta della procura sulla Valnestore prosegue, gli inquirenti non sono gli unici sulle tracce dei documenti. Anche quei cittadini che in passato si opposero al traffico delle ceneri e al loro interramento in zona stanno facendo un serio lavoro di archivio per restituire pezzi di storia non trascurabili. A dimostrazione di quanto accurato fosse stato il loro lavoro di "denuncia" ci mostrano un esposto del 27 aprile del 1993 e diretto all'allora procuratore d Ercole Cartoni, al Ministro dell'ambiente e al Noe. All'epoca il comitato si chiamava "Salvaguardia della Valnestore" e spiega come "dal 1958 in località Pietrafitta fosse in funzione la centrale Enel la cui durata di esercizio avrebbe dovuto essere di circa 25 anni, ma che nel 1992 invece era ancora attiva", e scrivono anche che "da anni le ditte costruttrici hanno rifiutato interventi di manutenzione dell'impianto a causa dell'obsolescenza dello stesso" e insistono "anche a causa di detta obsolescenza negli ultimi anni si sono accentuate le emissioni nell'aria di fumi, polveri, ceneri e gas da camino dell'impianto. Il livello di emissioni, ben visibile nella sua drammaticità anche a chilometri di distanza sempre più nel corso degli anni molesta, offende ed imbratta persone e cose e inoltre - scrivono - si è radicata nella pubblica opinione una supposizione di connessione tra le emissioni e la particolare abnorme incidenza nel territorio circostante di patologie tumorali letali". Ma c'è di più, nel rapporto del comitato si faceva riferimento ad assenza di controlli. Nel 1992 la Usl dichiarava che non esiste attualmente un monitoraggio continuo di inquinanti atmosferici nella zona in oggetto né da parte della Usl né delle singole aziende e che gli ultimi controlli effettuati relativamente a polveri e gas risalivano al febbraio '87 e al marzo '89. Emissioni quindi non controllate per oltre 4 anni. La stessa Usl ammette poi "la non disponibilità di ogni e qualsiasi strumentazione idonea ad un monitoraggio ambientale per la verifica della qualità dell'aria. Il rapporto si fa più duro quando viene scritto "il tipo della qualità e delle emissioni prodotte sono addirittura ignote all'Enel, la quale nella Via del maggio '86 dichiara di poter effettuare soltanto una stima delle emissioni su base annuale sulla base dei consumi di combustibile". E l'esposto prosegue in termini di cui daremo prossimamente conto. Ma se come detto alcune carte "riemergono" dalle e sulle ceneri, di altre non vi sarebbe più traccia. Spostamenti di uffici e archivi starebbero rendendo complicato il lavoro di Usl e forze dell'ordine. Dalla prima ci sarebbero difficoltà a reperire tutte le analisi sulle ceneri che venivano fornite da allegare ai pareri, mentre il fascicoli su esposti e denunce sul tema rifiuti non sarebbero al momento ancora stati rinvenuti. Anche nei Comuni l'attività è proseguita in questi mesi, del resto non esistevano faldoni "a tema" e le autorizzazioni vanno ricercate su incartamenti degli ultimi 30 anni.