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Perugia, funzionario dell'Agenzia delle Entrate ai domiciliari per corruzione: "C'ho il catasto a casa"

Francesca Marruco
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“Io adesso col computer posso andare dove mi pare, c’ho il catasto a disposizione. C’ho il catasto a casa”. E’ il 14 maggio del 2020, l’Italia è in pieno lockdown e Salvatore Iorio, il dipendente dell’Agenzia delle Entrate-Territorio finito ai domiciliari per corruzione e accesso abusivo alle banche dati parla con uno dei tanti professionisti perugini da cui - secondo le indagini della finanza - avrebbe ricevuto mazzette in cambio di procedure accelerate.

 

Un vero e proprio “sistema parallelo di evasione delle pratiche catastali di ogni genere dietro ricezione di utilità economiche” scrive il giudice per le indagini preliminari, Piercarlo Frabotta - nelle 106 pagine di ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti del dipendente dell’Agenzia delle Entrate, della moglie e di un suo collega.

 

 

Per la moglie, un perito agrario da cui, per l’accusa sarebbero passate la bellezza di 242 pratiche in sei anni - anche se per la Procura la donna non aveva competenze specifiche in materia catastale - è stata disposta l’interdizione dall’esercizio della professione per 12 mesi. Mentre per l’altro dipendente dell’Agenzia delle Entrate è stata disposta la sospensione di 8 mesi. 

 

 

Servizio completo nel Corriere dell'Umbria del 25 gennaio