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Odiatori da tastiera, Terni al primo posto in Italia per i tweet razzisti

Giorgio Palenga
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Da capitale dell’amore, in quanto patria di San Valentino, patrono della città e degli innamorati di tutto il mondo, a capoclassifica della graduatoria peggiore che si potesse prevedere, quella dei cosiddetti “odiatori da tastiera”. Capace di mettere in fila, numericamente, anche gli utenti che si mettono al computer dalle più grandi metropoli dello Stivale, come Roma, Milano, Torino, Napoli.

 

 

Terni si è scoperta città razzista e intollerante per colpa di qualche suo residente (peraltro neanche pochi) che nell’ultimo anno ha vomitato insulti e veleno sotto forma di tweet che non hanno risparmiato nessuno: disabili, donne, ebrei, omosessuali, migranti, islamici.

Almeno a quanto è risultato in un dossier reso noto dall’Osservatorio Vox, che studia e cerca di tutelare i diritti negati nel nostro Paese, realizzato con la collaborazione di ben quattro prestigiosi atenei italiani, ovvero Statale e Cattolica di Milano, Aldo Moro di Bari e Sapienza di Roma, e il coordinamento del professor Federico Faloppa, docente di linguistica all’università di Reading nonché coordinatore della Rete nazionale per il contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio.

 

 

 

Un’indagine i cui risultati sono stati anticipati domenica dal quotidiano La Repubblica e presentati invece lunedì 23 gennaio 2023 proprio nel capoluogo lombardo dallo stesso Osservatorio Vox.

Lo studio ha preso in esame oltre 629 mila tweet, attraverso il certosino lavoro dei ricercatori dei quattro atenei,

Servizio completo sul Corriere dell'Umbria del 24 gennaio 2023