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Perugia, a Borgo Bello anche Il chiostro delle erbe ha chiuso

Sabrina Busiri Vici
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Nel Borgo Bello di Perugia a fine anno ha chiuso i battenti l’antica erboristeria benedettina: Il chiostro delle erbe, al civico 106 di corso Cavour. “Dopo ventotto anni trascorsi dietro il bancone ho preso questa decisione perché la zona è sempre più spenta, mancano entusiasmo e  iniziative”. A parlare è la titolare Alessandra Campolonghi.

 

 

“E’ una via - aggiunge - che sta diventando triste anche perché molti residenti non tollerano nessuna iniziativa, vivono come un disturbo qualsiasi situazione che crei movimento, non c’è più volontà di dare vita al quartiere”. Campologhi ricorda che un input era stato dato, prima della pandemia, dall’attività intrapresa dal consigliere comunale Fabrizio Croce con una sua programmazione. Poi più nulla. “Ma non tutto, come dicevo, può attribuirsi al Covid”.
Campolonghi fa un lungo elenco di chiusure registrare  in poco tempo: “Il negozio di cappelli, il calzolaio, le lavanderie, abbigliamento librerie. Insomma, una moria”. 

 


Antonietta Alonge, commerciante della zona (Wabi) e membro dell’associazione Borgo Bello, in un post su Fb, interviene dicendo che quindici anni fa il  borgo era molto più vivace ma ci tiene a puntualizzare: “ora è comunque il quartiere con più residenti nel centro storico e tante attività commerciali e culturali-artistiche. Naturalmente, è mancato il contributo di chi dovrebbe amministrare e spende quantità spropositate di denaro pubblico negli eventi”.
Il chiostro delle erbe, ricordiamo, aveva aperto a metà degli anni Novanta all’interno della basilica di San Pietro proprio come erboristeria del monastero. “I monaci - racconta Campolghi - avevano voluto ripristinare la tradizione erboristica all’interno dell’abbazia, ma nel giro di quattro anni mi sono trasferita nella sede di corso Cavour perché i miei orari all’interno del monastero erano strettamente legati a quelli delle funzioni religiose e commercialmente non erano sostenibili. Fu proprio don Martino che mi consigliò di trovare una sistemazione che facesse al caso mio”. Da allora il chiostro delle erbe è stato un punto di riferimento. Peccato ora vedere quel cartello: "Attività chiusa".