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Umbria, operaio morto sul posto di lavoro, la verità dall'autopsia

Davide Pompei
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Non è stata ancora restituita ai familiari la salma di A.G., il 29enne di Orvieto venuto a mancare nel pomeriggio di lunedì scorso, nella zona industriale di Fontanelle di Bardano. Sarà l’esame autoptico, con ogni probabilità, a fornire elementi utili per ricostruire le ultime ore di vita del giovane operaio, dipendente di un’azienda che è attiva nel settore elettrico. I colleghi lo hanno visto accasciarsi a terra, a seguito di un malore che lo ha colpito, senza lasciargli alcuno scampo. Sono stati loro ad eseguire in maniera repentina le prime manovre di soccorso nel disperato tentativo di prestagli aiuto, praticando un massaggio cardiaco.

Una pratica, questa, che, come noto, per essere efficace richiede di comprimere il torace fino ad abbassarlo di circa 5-6 centimetri e permettere la sua completa riespansione dopo ogni compressione mantenendo una velocità adeguata, circa 100 - 120 compressioni al minuto. E sono stati sempre i colleghi ad allertare il personale medico sanitario del 118 che, di fronte alla gravità della situazione, ha richiesto l’intervento dell’elisoccorso atterrato d’urgenza nel piazzale in prossimità dell’azienda ai piedi della Rupe. Sta di fatto che il cuore del giovane aveva già smesso di battere. In queste ore a stringersi intorno al dolore della madre, del fratello più grande e degli amici più stretti sono stati in tanti.

La notizia dell’improvviso e prematuro decesso ha colpito, infatti, non solo gli amici con i quali condivideva la passione calcistica per la Roma e la musica, ma anche ex compagni di scuola che hanno affidato ai social ricordi e foto sui banchi e ancora l’intera città, ancora incredula per quanto accaduto. “Non si può morire così e così giovani”, il commento più ricorrente, insieme all’augurio “Fai buon viaggio” rivolto ad una persona benvoluta da tutti.