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Umbria, consiglio regionale chiede di stoppare gli aumenti automatici dei vitalizi

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Palazzo Cesaroni

Alessandro Antonini
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Gli uffici del consiglio regionale dell’Umbria hanno presentato in Conferenza Stato-Regioni una proposta per rivedere la norma che fa aumentare i vitalizi degli ex consiglieri adeguando le indennità al 100% dell’inflazione. Una norma che, come ha precisato ieri il presidente dell’assemblea legislativa Marco Squarta (FdI), “è uguale in tutte le regioni e prende le mosse da un’intesa nazionale. Per questo occorrerebbe una modifica della legge regionale. Noi (e anche la Toscana) abbiamo dato mandato al segretario generale di approfondire i vari aspetti per evitare un’eventuale impugnativa da parte del governo e da parte degli stessi percettori, che potrebbero far valere il criterio dei diritti acquisiti”. E’ emerso ieri nella conferenza stampa di fine anno dell’ufficio di presidenza, con i vice Paola Fioroni (Lega) e Michele Bettarelli (Pd).

 

 

Il segretario regionale, Yuri Rosi, contattato dal Corriere dell’Umbria conferma che la richiesta è stata presentata alla fine di novembre. Una scelta obbligata, dato che le spese per l’aumento dei vitalizi sono state superiori anche a quelle del caro energia. 
Se le bollette fanno spendere 100 mila euro in più all'anno (+50%), il meccanismo riservato ai 97 vecchi consiglieri o famigliari superstiti ha fatto schizzare l'esborso a quasi mezzo milione, previsione per il 2024.

 

E’ tutto scritto nell’ultimo bilancio. Si era preventivato un incremento del 5,5%, con un conseguente aumento di spesa degli assegni (rispetto alla previsione 2022-2024) di 310mila euro per il 2023 e di 487mila euro per il 2024. Ma allo stato attuale si va verso un aumento dell'8%. Tradotto: 500 mila euro in 12 mesi.