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Perugia, il Borgo bello rimane fuori da luminarie ed eventi natalizi

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A Perugia Il borgo bello della città viene tagliato fuori dalle luminarie e dagli eventi natalizi.Commercianti e operatori si infuriano e scrivono all’amministrazione comunale: “siamo stati dimenticati eppure paghiamo le tasse come gli altri”, questo in sintesi.

 

“Abbiamo assistito a cambi di rotta - scrivono nella lettera aperta indirizzata a sindaco e assessori - da una parte il Comune ha accordato un finanziamento di qualche migliaio di euro al nostro quartiere (e agli altri Borghi) per la realizzazione delle iniziative natalizie, dall'altra ha concentrato una quantità enorme di risorse solo per le iniziative che si svolgono in corso Vannucci, piazza IV Novembre e piazza Matteotti”. E la lettera prosegue: “A ottobre l'assessore Giottoli aveva informato le associazioni che, a causa della crisi energetica, in centro non ci sarebbero state luminarie aeree, ma solo alberelli presso i negozi (pagati dai commercianti stessi) e un grande albero di Natale illuminato piazza della Repubblica, a cura del Comune; l'idea dei boschetti, da collocare, sempre a cura dell'amministrazione, in corso Vannucci, veniva discussa in riunione con le associazioni e si decideva di realizzare alcuni di questi boschetti anche nei borghi del centro storico, e, per quanto ci riguarda, si parlava di un boschetto da collocare a Sant'Ercolano.

 

A novembre, il Consorzio Centro Storico faceva girare un'ulteriore informativa secondo la quale l’amministrazione comunale non prevedeva l’installazione delle tradizionali luminarie aeree lungo le vie dell’acropoli e dei borghi, per motivi legati alla crisi energetica. A oggi, la situazione è del tutto diversa da come si era detto che sarebbe stata: il Comune ha fatto installare, a proprie spese, illuminazioni aeree in corso Vannucci; nel nostro borgo è arrivato un solo albero dei tanti acquistati dall'amministrazione per l’arredo ecologico e i principali eventi della stagione si svolgono nell'acropoli”. Operatori e commercianti evidenziano anche un altro aspetto: “E tutto questo immediatamente dopo il periodo della pandemia, che tanti problemi ha creato agli operatori commerciali e culturali della città, che avevano diritto a una maggior attenzione da parte degli amministratori della cosa pubblica, in un periodo che avrebbe potuto essere di ripresa del lavoro per tutte le realtà economiche del centro storico”. Infine una richiesta di chiarimento. D’obbligo. “Come operatori commerciali inseriti a pieno titolo nel centro storico, anche sotto il profilo della tassazione, ci chiediamo, e chiediamo agli amministratori, perché l'amministrazione non consideri minimamente il nostro territorio”.