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Terni, omicidio di Borgo Bovio: nella rissa coinvolte più persone

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Una rissa che ha coinvolto più persone e su cui i contorni non sono ancora del tutto chiari. Vanno in questa direzione le indagini dei carabinieri di Terni rispetto alla morte di Ridha Jaamoui, il 39enne tunisino aggredito mortalmente intorno alle 22.30 di domenica scorsa in via Romagna, nel quartiere di Borgo Bovio.

 

Le indagini vanno avanti per cercare di ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione, configurata sin da subito come una rissa. Gli atti finiti sulla scrivania del giudice per le indagini preliminari, Simona Tordelli, che ha firmato poi anche la convalida dell’arresto per il 26enne di origine nigeriana impiegato in una ditta di pulizie, parlano infatti di una dinamica che ha coinvolto più persone, non necessariamente coinvolte nell’aggressione mortale.

Dei fatti al momento è chiamato a rispondere un solo indagato, anche se nelle nove pagine di ordinanza viene descritta almeno una scena in cui sono almeno due le aggressioni registrate, con uno dei protagonisti che ha aggredito l’uomo che era in bicicletta mentre il 26enne finito in carcere era in colluttazione con Ridha. Fatti che i carabinieri stanno tentando di riscontrare anche seguendo le testimonianze di almeno tre residenti della zona che hanno già rilasciato dichiarazioni.

 

Fondamentali anche le immagini degli impianti di videosorveglianza, quello di un’attività commerciale privata e quello dell’Ast, che hanno immortalato particolari importanti per ricostruire la dinamica degli accadimenti.

A far maggiore luce sui fatti potrebbe essere l’esito dell’autopsia, disposta dal procuratore e atteso per le prossime ore. Intanto resta in carcere l’unico indagato fermato dai carabinieri: il 26enne, attualmente ristretto nel carcere di Spoleto e difeso dall’avvocato Francesco Montalbano Caracci, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’ambito dell’udienza di convalida dell’arresto.

La sua difesa sta valutando il ricorso al Tribunale del Riesame dopo che il giudice ha respinto l’istanza di attenuazione della pena precautelare, confermando quindi la necessità che resti rinchiuso in carcere.