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Perugia, raid anarchico: al vaglio i filmati della banca

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I filmati registrati dalle telecamere a circuito chiuso della Unicredit di Madonna Alta potrebbero portare gli investigatori della Digos a dare un volto agli autori del raid anarchico in nome di Alfredo Cospito. Le indagini puntano anche a scoprire eventuali, possibili, collegamenti tra quanto accaduto a Perugia nella notte tra giovedì e venerdì e i fatti che si sono registrati in altre città d’Italia ma anche fuori dai confini nazionali. In particolare a Madrid - dove dopo l’allarme lettere-bomba sono stati attivati protocolli di sicurezza nazionale - e Atene, dove sono state scagliate Molotov contro la macchina di Susanna Sylvia Schlein, prima consigliera dell’ambasciata italiana ad Atene (di cui peraltro è ambasciatrice la folignate Patrizia Falcinelli). 
A Perugia, stando a quanto emerso sin dai primi accertamenti, le tre vetture parcheggiate davanti alla banca e a cui sono state incendiate le gomme, non sono andate a fuoco perché le fiamme, appiccate alle ruote anteriori, si sono spente da sole prima di estendersi ai mezzi. Due, in particolare, le scritte con vernice rossa che sono state trovate su tre veicoli in sosta: “Fuori Alfredo dal 41 bis” e “fuoco alle galere”.

 

 

 

Il nome di Alfredo Cospito è legato all’Umbria perché qui - ma a Terni, nel carcere di Sabbione - il leader del movimento anarchico italiano, è stato detenuto fino al maggio scorso nella sezione alta sicurezza per poi essere trasferito a Sassari in regime di 41bis con l’accusa di strage contro la sicurezza dello Stato. Dal 20 ottobre, Cospito è in sciopero della fame contro il carcere duro e l’ergastolo ostativo. E’ stato ritenuto responsabile di aver piazzato due ordigni a basso potenziale tra il 2 e il 3 giugno 2006 nei pressi della Scuola allievi carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo, che non aveva causato vittime. In solidarietà alla lotta di Cospito, dal 25 ottobre, ha iniziato lo sciopero della fame a oltranza anche Juan Antonio Sorroche Fernandez, ex primula rossa dell’anarchismo internazionale. Fu arrestato a maggio 2019 ed è detenuto in regime di alta sicurezza nel penitenziario di Terni.