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Terni, muore a 57 anni dopo intervento chirurgico. Indaga la Procura

Antonio Mosca
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E’ morto a 57 anni a pochi giorni dall’operazione a cui si era sottoposto per un problema di stenosi cervicale. L’intervento chirurgico, eseguito all'ospedale Santa Maria di Terni (nella foto), era andato bene, ma poi c’è stato l’improvviso peggioramento delle condizioni del paziente che l’ha portato alla morte. Ora i familiari del 57enne, originario di Napoli, ma da anni residente a Orvieto, chiedono giustizia. E per questo, con l’assistenza dello Studio3A, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Terni. Il pm Giorgio Panucci ha aperto un procedimento penale, al momento contro ignoti, per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in ambito sanitario e ha disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso di C. T., queste le iniziali della vittima. L’incarico per eseguire la perizia autoptica sarà conferito lunedì 5 dicembre, alle 11, ad un collegio di due consulenti tecnici formato dal medico legale Roberto Scendoni e dallo specialista in anestesia e rianimazione, Diego Gattari. [TESTO]Con l’apertura del fascicolo il pm ha anche acquisito e posto sotto sequestro la documentazione clinica e ha ordinato gli accertamenti irripetibili.

 

 

I fatti risalgono al 10 novembre quando l’uomo viene sottoposto, nel reparto di Neurochirurgia del Santa Maria, a un intervento di laminectomia decompressiva C3-C6. Cinque giorni dopo viene dimesso, ma nel referto si evidenzia la comparsa di “ipostenia a carico dell’arto superiore sinistro nel post operatorio”, per la quale si attiva un iter di fisiokinesiterapia, e la presenza di una “trombosi venosa gemellare sinistra”. Il paziente ritorna a casa e si sottopone ad altri controlli all’ospedale di Orvieto. “Il 24 novembre - ricostruisce lo Studio3A - effettua una visita fisiatrica nel locale dipartimento di riabilitazione territoriale che confermava il “deficit di forza”, cioè l’ipostenia già rilevata all’atto delle dimissioni dal nosocomio ternano e di cui C.T. soffriva in effetti molto. Finché, all’una di notte del 27 novembre, il 57enne si sente male nella sua abitazione, accusa tosse violenta e sanguinamento”.

 

 

Arriva il 118 che lo trasporta in ambulanza al pronto soccorso del Santa Maria della Stella di Orvieto dove però il cuore cessa di battere mezz’ora dopo il suo arrivo. I medici non riescono a capacitarsi di come la situazione sia precipitata così all’improvviso. Ai familiari esprimono l’intenzione di procedere con un riscontro diagnostico, cioè un’autopsia interna. Ma uno dei figli della vittima, che risiede nel Casertano, preferisce che si effettui un’autopsia giudiziaria “terza” e, attraverso il consulente legale Simone Sangiovanni, si rivolge allo Studio3A-Valore Spa, società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini. E così il 28 novembre presenta una denuncia querela alla stazione dei carabinieri di Aversa chiedendo all’autorità giudiziaria di fare chiarezza sulle cause della prematura e inspiegabile morte del padre e su eventuali responsabilità da parte dei sanitari che lo hanno avuto in cura, tanto più alla luce del recente intervento chirurgico effettuato. Istanze ritenute degne di attenzione da parte della Procura di Terni competente per territorio.