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Città di Castello, Nas al canile trovano alcuni box non a norma

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Una storia senza fine. E' quella del canile di Lerchi di Città di Castello, che in meno di due mesi ha visto la riapertura al pubblico e poi, di recente, il divieto di immissione di nuovi animali all'interno della struttura. Il tutto cadenzato da interrogazioni, ispezioni dei Nas, ordinanze e ancora interrogazioni. Riavvolgiamo il nastro, partendo dallo scorso 6 ottobre, un giovedì, dove la struttura a Mezzavia di Lerchi è stata riaperta al pubblico: “Il complesso che ha sede nella frazione tifernate ospita attualmente circa 200 cani e accoglie già una prima colonia di gatti”.

 

 

Dopo qualche settimana, precisamente il 22 novembre, c'è stata una ispezione dei carabinieri del Nas alla struttura, al termine del quale viene evidenziato che “...dal controllo dei box effettuato numerosi di essi non sono idonei dal punto di vista del benessere degli animali, poichè i pannelli di suddivisione dei recinti sono danneggiati e arrugginiti con lamiere sporgenti che possono causare reale pericolo di lesione agli stessi”. Non solo ma i militari trasmettono il verbale ''al sindaco per la sospensione dell’attività di canile rifugio fino al ripristino delle condizioni di benessere e sicurezza degli animali''. Il primo cittadino, Luca Secondi, emette una ordinanza, la numero 294 del 28 novembre, in cui ordina ''di astenersi dall’introdurvi ulteriori cani''. Atto che innesca una bagarre politica su un tema spinoso ma molto sentito.

 

 

 

''Fare piena luce sul futuro del canile'': è uno degli aspetti evidenziati dall'interrogazione di Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Castello Civica. Secondo l'esponente di minoranza, infatti, ''lo stato di pericolosità e di deficienza gestionale dei box con lamiere sporgenti che minacciano l'incolumità degli animali evidenziano l'inadeguatezza dell'attuale gestore'', suscitando ''inquietanti interrogativi nei confronti di un'associazione che a parole dovrebbe essere la prima paladina del benessere degli animali''. Da qui l'interrogazione, visto che “l’ispezione del Nas al canile di Lerchi che ha certificato lo stato di precarietà igienico sanitario”.