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Juventus, il retroscena: le dimissioni di Cherubini respinte da Agnelli ed Elkann

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Il terremoto in casa Juventus non ha risparmiato nessuno. O quasi. Perché un solo dirigente di primo piano della gestione Andrea Agnelli è rimasto al suo posto: si tratta di Federico Cherubini responsabile dell'area tecnica del club dopo l'addio di Fabio Paratici un anno fa. Proprio un retroscena riguarda il dirigente di origini umbre: Cherubini infatti nella giornata di lunedì ha messo sul tavolo di Agnelli le dimissioni. E proprio tra le ultime decisioni dell'ormai ex presidente del club bianconero ci sarebbe la sceltadi respingere le dimissioni del dirigente (così come quelle di Massimiliano Allegri). Anche per volontà di John Elkann, ceo di Exor la cassaforte della famiglia Agnelli, Cherubini e Allegri dovranno far fronte comune a protezione della squadra e traghettarla almeno sino a fine stagione centrando, obiettivo minimo, un posto nella prossima Champions League. Il dirigente ieri ha quindi cenato con Allegri e altri collaboratori, stretto un patto d'acciaio per mantenere la compattezza, e contattato alcuni dei senatori della squadra per tranquillizzarli circa la situazione del club.

 

 

Cherubini, 51 anni, folignate doc, da calciatore ha legato il suo nome proprio al Foligno e poi anche da dirigente costruendo la squadra capace di sfiorare una storica promozione in Serie B. Nel 2012 il grande salto alla Juventus voluto da Beppe Marotta: prima direttore sportivo delle squadre giovanili, poi scala le gerarchi diventando prima direttore tecnico e quindi direttore sportivo e responsabile dell'intera area tecnica.

 

 

Proprio alcune intercettazioni con Cherubini protagonista, mai sfiorato dalle indagini che sono costate le dimissioni agli altri dirigenti bianconeri tra cui anche Nedved e Arrivabene, sono al centro dell'inchiesta della Procura di Torino perché indicano le criticità del sistema bianconero al vaglio degli inquirenti. Una, datata 22 luglio 2021 e riportata dai principali quotidiani, vede il dirigente umbro confrontarsi con Stefano Bertola, il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili: "Fortuna che alla luce delle recenti visite… ci siamo fermati". Aggiunge di essersi già confrontato con Paratici sulla necessità di "cambiare strategia" e che il loro lavoro "è di scovare talenti, valorizzarli e poi venderli" facendo "plusvalenze sane, in casa" senza ricorrere a quelle "artefatte nei valori". Più recente, di poche ore fa, l'indiscrezione de La Stampa. Il quotidiano torinese pubblica un'intercettazione telefonica tra l'avvocato Cesare Gabasio, capo del pool legale della Juventus, e Cherubini, in cui il primo spiegava che “la carta segreta di Ronaldo non doveva saltare fuori perché se succede ci saltano alla gola, tutto sul bilancio i revisori e tutto. E poi ci tocca fare una transazione finta”. Scalpore aveva fatto poi la pubblicazione, da parte di La Repubblica, del cosiddetto libro nero FP (Fabio Paratici) sequestrato dalla Finanza in una delle perquisizioni. Un block notes in cui aveva appuntato alcune valutazioni sul lavoro del suo predecessore. Non rispetta gli orari, annulla di continuo gli incontri, fa riunioni in sauna, dal barbiere o dal podologo. E poi ci sono: piani disastrosi, acquisti senza senso e soprattutto "un utilizzo eccessivo di plusvalenze artificiali", che danno un "beneficio immediato", ma costringono a un "carico ammortamenti" per gli anni successivi. E ancora: "giudizi e valutazioni cambiano ogni giorno", "piano recupero bilancio disastroso, - forma + sostanza". "Come siamo arrivati qui?", si chiede e cita "acquisti senza senso" e investimenti "fuori portata". Accusando Paratici anche della "distruzione di una generazione: Kean, Spinazzola, Audero….”.