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Umbria, per le tasse sarà un mercoledì da bollino nero

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“Un giorno orribile per i contribuenti”: così Roberto Tanganelli, presidente Confprofessioni Umbria, definisce il 30 novembre, mercoledì nero per oltre 600 mila umbri e più di 94 mila imprese che dovranno mettere mano al portafoglio o alla cassa per rispettare i pagamenti previsti. La scadenza per eccellenza in questa data è rappresentata dal tradizionale termine del versamento degli acconti d’imposta, sia essa Irpef per le persone fisiche che Ires per le società, oltre all’Irap per coloro che svolgono attività d’impresa sia in forma individuale che societaria. “Possiamo dire che ormai si vede il traguardo per le scadenze di questo anno 2022 - evidenzia Tanganelli - Ma come ci si arriva al traguardo? Le imposte nel nostro Paese sono disumane tanto da non riuscire non solo a pagarle ma neanche a trovare una serenità per lavorare e pagare il giusto”.

 

 

 

 

In Italia la pressione fiscale, data dal rapporto tra entrate fiscali e Prodotto interno lordo, ha di fatto, raggiunto il 43,8%, un livello mai toccato in precedenza. “Questo sostanzialmente per tre motivi - spiega Tanganelli - l’aumento dell’inflazione che ha fatto salire le imposte indirette, il miglioramento economico e occupazionale - almeno nella prima parte dell’anno - che ha favorito l’aumento delle imposte dirette e infine l’introduzione nel biennio 2020-2021 di molte proroghe e sospensione di versamenti tributari poi venuta meno nel 2022. In più - continua Tanganelli - a una pressione fiscale che ci colloca al V° posto in Europa, va aggiunta una giungla di norme che si sovrappongono e rendono il pagamento delle imposte difficile da calcolare e con una minima certezza di operare in maniera corretta viste le interpretazioni che occorre spesso dare alle norme”. La fine del mese di novembre, di fatto, sarà quanto meno frenetica visto la lunga serie di adempimenti cui i contribuenti sono tenuti: l’invio delle dichiarazioni dei redditi; l’invio delle autodichiarazioni degli aiuti di Stato Covid; l’invio delle liquidazioni periodiche Iva per il terzo trimestre 2022; l’nvio delle istanze di remissione in bonis per bonus edilizi; l’invio delle comunicazioni per superbonus 110%, l’invio F24 per il pagamento del secondo acconto delle imposte 2022. “E a tutto questo - evidenzia Tanganelli - si aggiungono clienti a cui arrivano avvisi di accertamento, inviti alla compliance, cartelle esattoriali e comunicazioni dell’Agenzia delle entrate dopo due anni si silenzio da parte degli uffici”. 

 

 

 

 

 

 

Non è finita. Perché qualora si riesca a superare indenni la scadenza di mercoledì 30 novembre, subito ci si dovrà proiettare sul primo adempimento di dicembre che è il saldo Imu. “Abbiamo bisogno di un percorso di riforma - evidenzia Tanganelli - che riprenda per mano e dia nuovo slancio a una crescita ora ferma e che intervenga, senza deroghe ulteriori, a una riforma del fisco come elemento portante, un fisco che garantisca equità e tranquillità per coloro che quotidianamente si impegnano nello spingere questo nostro Paese. Un’ulteriore priorità è pensare ai giovani che a oggi nascono con una zavorra di oltre 45 mila euro pro-capite”.