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Perugia, i circoli ribelli del Pd chiedono di azzerare le cariche. Affondo contro i segretari

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Alessandro Antonini
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Azzeramento di tutte le cariche, a livello nazionale e locale, e ripartire da zero. Rifondando il Pd. E’ stata questa la richiesta reiterata dai sette circoli comunali “ribelli” del Pd nei confronti dei segretari del comunale e del regionale, Sauro Cristofani e Tommaso Bori. Alla riunione che si è tenuta sabato pomeriggio al centro La Piroga di via Settevalli il primo c’era e il secondo mancava. Ma è emersa quella che a tutti gli effetti sta diventando una linea congressuale glocal. Quella del rinnovamento completo del partito. Cristofani non è intervenuto e a latere si è limitato a rilevare come siano “7 circoli su 21 e meno di un terzo degli iscritti”.

Comunque da prendere in considerazione e ascoltare. Alla fine nessun voto divisivo ma la presentazione e discussione del documento che fa riferimento  a quello vergato nei giorni scorsi dal circolo di Ponte Valleceppi e supportato dagli sei altri eterodossi (Settevalli, San Sisto, Ponte Felcino, Casa del Diavolo, Sant’Egidio-Ripa, Colle Umberto). Un j’accuse senza vie di mezzo. “Ci chiediamo”, è scritto testuale, “come possa il nostro segretario Regionale Tommaso Bori - che come circolo di Ponte Valleceppi abbiamo sostenuto nella sua battaglia di rinnovamento - diventare, oltre Orte, protagonista di una battaglia di rinnovamento radicale del gruppo dirigente nazionale, addirittura sostenendo un totale ricambio generazionale e invece in Umbria e a Perugia in particolare, compiere patti scellerati con i vecchi arnesi della politica e puntellare, a rischio di perdere i pezzi migliori del partito, il vecchio che arretra, le peggio pratiche, i peggio personalismi. Questo comportamento ha un solo nome: opportunismo. Niente altro. Si appoggia incondizionatamente (perché tacere è come approvare e sostenere), forse con un patto che appare blindato, un organismo come la segreteria comunale di Perugia che, per quanto ci riguarda, non riconosciamo, nato da un congresso ai limiti della legittimità e certo oltre ogni confine di dignità, di fatto sfiduciato da metà dei circoli della città e che con sordo e suicida cinismo sta finendo di trasformare il Pd in quello che era la vecchia Dc: un coacervo di interessi che talora convergono e comunque cementati solamente dall'esercizio e dalla gestione del potere”.

Nessuna risposta formale dai livelli comunali e regionali, al momento. I sette circoli annunciano altre iniziative di protesta contro i segretari e l’attuale gestione dem, in ottica precongressuale e non solo. Una cosa è chiara, in città ci sono due Pd che si preparano alla sfida all’Ok Corral. In piedi ne resterà solo uno.