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Terni, detenuto dà fuoco alla cella e si scaglia contro gli agenti

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Alta tensione dietro le sbarre a Terni. “L'ennesimo episodio di cattiva gestione del carcere di Terni da parte del Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria, dove l’ufficio fiorentino che gestisce i detenuti continua a vedere la casa circondariale di vocabolo Sabbione come un luogo dove mandare i soggetti più pericolosi e questi sono i risultati. E’ avvenuto sabato 26 novembre quando nel penitenziario è stato assegnato a Terni un pericolosissimo soggetto il quale, trasferito da una struttura penitenziaria della regione Toscana per aver devastato la propria cella, appena arrivato ha incendiato completamente la nuova cella per poi tentare di aggredire il personale di polizia penitenziaria intervenuto.

E’ stata resa inutilizzabile una parte del carcere.” Lo afferma Moreno Loretoni, coordinatore regionale dell’Umbria della Fp Cgil polizia penitenziaria, che aggiunge: “La casa circondariale di Terni soffre da anni di una grave carenza di personale di polizia penitenziaria e sono anni che segnaliamo una cattiva gestione dei trasferimenti dei detenuti da parte del Provveditorato di Firenze e del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che continuano ad inviare soggetti pericolosi e inadeguati per la struttura penitenziaria ternana dal punto di vista del trattamento”.

I numeri forniti da Mirko Manna, coordinatore della Fp Cgil nazionale, e Giorgio Lucci, segretario generale della Fp Cgil Terni, sono chiari: “Più volte abbiamo segnalato che la popolazione detenuta in questo istituto non solo è evidentemente problematica, ma assolutamente sproporzionata rispetto al personale effettivamente operativo. Nel carcere di Terni sono presenti 530 detenuti sui 400 considerati al massimo della capienza, gestiti però solamente da 200 poliziotti su tre turni, un rapporto davvero basso, difficilmente rinvenibile nell'intero panorama nazionale. Ricordiamo inoltre che a seguito della recente rivolta del 16 ottobre, non tutti gli artefici dei disordini sono stati trasferiti da parte dell’amministrazione penitenziaria e ne restano ancora almeno cinque a Sabbione. Chiediamo – affermano - l’immediato incremento effettivo di personale e il trasferimento di detenuti per diminuire il sovraffollamento che ha superato il 120%”. A denunciare le condizioni di lavoro sempre più difficili per gli agenti in servizio nel carcere di Terni sono anche i sindacati Sappe e Sarap.