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Allerona, strage di pecore uccise da almeno quattro lupi. L'allevatore: "Una mattanza"

Davide Pompei
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Un disastro, non ci sono parole”. Faticano a trovarle i titolari dell'azienda Società agricola Mostarda, alle porte di Allerona, nell'Orvietano, in provincia di Terni, dopo che un branco composto da almeno quattro lupi ha sbranato sedici pecore.

Il gregge era custodito all'interno di un recinto sorvegliato da tre cani. Altri tre erano stati legati per non mettere in pericolo quelli dei cacciatori della zona. Sta di fatto che l'assalto dei lupi, provenienti dalle zone boschive limitrofe, sembra essere stato particolarmente rapido e violento.

 

“Una vera e propria mattanza – afferma l'allevatore Pasquale Farina – che, purtroppo, non è la prima”. A destare allarme, mai come stavolta, sembra essere la voracità con la quale il branco si è avventato su ovini di circa di tre anni. Quelli che sono stati risparmiati, dopo essere stati visitati dal personale medico veterinario, appaiono comunque impauriti.

Dell'episodio è al corrente il sindaco, Sauro Basili, così come le forze dell'ordine che sono state subito allertate. Lo scopo, neanche a dirlo, è prevenire ulteriori episodi analoghi e, al tempo stesso, sollecitare l'assunzione di provvedimenti.

Oltre ad Allerona, infatti, dall'Altopiano dell'Alfina alla zona di Sassotagliato fino alle aziende situate sulla collina medio-bassa, così come documentato di recente dalle fototrappole posizionate dalla Provincia di Terni, quello delle aggressioni ai danni delle greggi è un problema che ciclicamente ha interessato diverse zone dell'Orvietano.

 

 

Ripetute le segnalazioni di un fenomeno che, tra alti e bassi, continua ad essere percepito come una reale minaccia dagli allevatori. Accanto agli avvistamenti, tutt'altro che isolati, da parte di questi ultimi, allarmati per via delle potenziali insidie ai rispettivi ovini e per questo munitisi di cani pastori, recinzioni ed altri stratagemmi, occorre considerare anche i costi legati allo smaltimento delle carcasse.

Rinnovato, in questo senso, l'invito rivolto ad istituzioni e associazioni di categoria. In più di un'occasione le aziende colpite hanno chiesto alla Regione Umbria un risarcimento adeguato e in tempi brevi e, soprattutto, di non essere lasciati soli a fronteggiare un simile aumento delle stragi di pecore.