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Umbria, uno su cinque vive in una zona a rischio frana. La mappa del pericolo

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Un umbro su cinque abita in zone a rischio frana. E' quanto emerge dall’ultimo dossier Ispra sul dissesto idrogeologico, aggiornato al 2021. Sono 174.630 i residenti del cuore verde che abitano in aree a pericolo smottamenti più o meno gravi: il 19,7% del totale. Molto al di sopra della media nazionale, che si attesta al 9,6%. La mappa aggiornata da Arpa sul consumo di suolo in territori a pericolosità da frana, vede in testa i comune di Foligno con 1.319 ettari interessati (900 a pericolosità moderata), a seguire Gubbio con 648, Spoleto con 550 e poi Norcia, San Giustino, Terni, Città di Castello, Gualdo Tadino, Assisi e Perugia che oscillano tra i 350 e i 200 ettari. Dei 174 mila residenti di cui sopra, 1.261 hanno la casa in area a pericolosità da frana molto elevata, 16.254 in area elevata, 84.575 media e 72.540 bassa.

 

 

 

 

 

Il 25,7% di coloro che stanno i luoghi dove il rischio è elevato o molto elevato è costituito da anziani - rileva Ispra - il dato più alto d'Italia dopo Friuli, Liguria ed Emilia. Gli edifici o complessi di edifici a rischio frane sono 48.582, il 20,3% del totale, anche qui sopra la media nazionale che si attesta al12,9%. Di questi 727 sono a rischio “molto elevato” e 6.127 “elevato”. Le unità d'imprese esposte ammontano a 14.510, il 19,3% rispetto all'8,4 del Belpaese. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - sottoposto a vigilanza del Ministero della transizione ecologica - ha preso in considerazione anche i beni culturali messi a rischio da potenziali dissesti: se ne contano 1.248, il 20,9% del totale regionale (media italiana 17,9%). Di queste 320 sono nella fascia di rischio elevato e molto elevato.
Gli umbri in zone di pericolosità media sono 63.947, il 7,2% del totale. In questo caso siamo sotto la media italiana, che arriva all'11,5%. Le famiglie esposte al livello di pericolo medio sono 26.200 (7,1% contro l'11,8 nazionale). 
Tutti i comuni umbri presentano almeno un territorio a rischio idrogeologico. Le aree in totale sono 76 e toccano tutti i 92 municipi regionali. Un dato già riscontrato negli anni precedenti e confermato anche per il 2022. 

 

 

 

 

 

 

 

Il cuore verde condivide questo primato con Valle D'Aosta, provincia autonoma di Trento, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Molise, Basilicata e Calabria. 
Per le regioni che si affacciano sul mare fanno media anche i casi di erosione costiera. L’Umbria, con Valle d’Aosta e provincia di Trento, raggiunge il 100% solo con le frane e il rischio alluvioni. Nel 1999 il cuore verde era all'82% dei comuni a rischio, ha affrontato una vera e propria escalation che l'ha portata nel 2012 al traguardo del 100%. Percentuale che è rimasta invariata fino all’anno scorso.